martedì 11 giugno 2013

Marsilio Ficino: Il Sole (1)



Il nostro divino Platone [...] chiamò il Sole figlio visibile del sommo bene. Pensò anche che il Sole fosse la statua visibile di Dio posta da Dio stesso in questo tempio del mondo perché da ogni parte tutti la ammirassero sopra tutto. Come dice Plotino in accordo con Platone, gli antichi veneravano il Sole come Dio.[...]

Marsilio Ficino, De Sole (1493)



Ficino scrisse due importanti monografie sulla luce. De lumine e De sole, quest’ultima dedicata specificatamente al Sole. E questo per la centralità che lo stesso “astro” riveste nella vita dell’universo. Datore di energia nelle sue diversissime stratificazioni.

«Così come il Sole genera gli occhi e i colori, e agli occhi dà la capacità di vedere e ai colori quella di esser visti, ed entrambi congiunge in unità mediante la luce, così Dio si comporta rispetto a tutti gl'intelletti e a gl'intelligibili. Dio infatti crea le specie intelligibili delle cose e gli intelletti, dando loro una forza propria e naturale. Li circonfonde poi di continuo con una luce comune per mezzo della quale eccita all'atto le virtù degl'intelligibili e de gl'intelletti congiungendoli nell'azione». 



Il Sole di Ficino non è solo datore di vita, principio e motore delle cose, ma è anche cause delle differenze nel creato. Le cose vive sono tutte fatte di energia solare, tutte collegate con il “mare” solare, da rendere questo stesso oceano, Dio stesso. Tutto a immagine e somiglianza di questa frequenza.

I suoi raggi illuminano la vita da una data angolazione. E in ciascun luogo segno o pianeta raffigura uno spirito differente. E tuttavia è unico. Questa capacità di essere ogni cosa e di conferire vita a tutti gli esseri è dunque la qualità del Sole che per questo viene equiparata a Dio stesso.

Solo da questo la stessa psicoastrologia solare diventa basilare, una scienza naturale, che descrive il valore fondante dell’esistenza a partire dalle emanazioni del sole, e dalla sua immanenza in ogni spazio. Si tratta di un’antichissima dottrina, che attraverso tutto il pensiero antico, passando per lo stesso Dante e le scuole esoteriche di tutta Europa. 


L'amor che move il sole e l'altre stelle (Paradiso XXXIII,145). Il poeta iniziato non sta trattando l’amore profano, carnale o semplicemente affettivo. E ne quello teorico dei sistemi filosofici o dottrinali. Ma propriamente il linguaggio stesso dell’Universo che attraverso il suo divenire imprime una direzione che è appunto la comprensione. Le stelle sono la meta finale di Dante, come luogo di ascesa al “superiore” come ragione che concilia tutte le cose e le ordina in una costruzione causale.


Il sole è manifestazione di Luce e di Bene. E della stessa cura. Poiché la Luce del Sole o diremo il suo influsso, genera la separazione dai “vapori infettanti” generando nel corpo i “beni celesti” dove si diffonderanno. Nel Sole sono contenuti tutti i beni. E nella sua azione, la comprensione.

Come l’oro nell’alchimia, il cosciente per la psiche, lo spirito per il corpo, il sole è “cuore” dell’universo. E questo vale anche per gli stessi studi di Hillman e Jung che ricalcano la tradizione del sole come cuore nel corpo umano e nella melotesia rimanda al segno del Leone. Il cuore motore del corpo, diffuso in tutto il corpo attraverso la sua azione rotazione del sistema sanguigno, così l’universo Solare con i suoi cicli effettua la sua circolazione. Siamo ancora una volta nel primissimo passo di Ermete Trimegisto, tradotto dallo stesso Ficino. E nella compenetrazione degli “universi” e dei “corpi”.



Nel Homo signorum, e nella melotesia tradizionale si può osservare con il Leone impresso nel petto
 indichi propriamente l'organo del cuore.




«L’oro simile al sole, è presente in tutti i metalli, come il Sole è presente in tutti i pianeti e in tutte le stelle». E questa valenza lo porta ad essere Dio pantocratore, padrone degli elementi e della loro gradazione.

Il sole è coscienza. Lo stesso Jung applicava questo princípio alla sua astrologia, ponendo il femminile e l’inconscio nella luna. E lo stesso fa la psicosintesi di Roberto Assagioli che la psicologia dell’altezza, del Se Superiore appunto il sole, “fonte oracolare” fondamentale per pianificare e gestire l’esistenza stessa. Vale per la psicologia transpersonale che trova il suo alto esponente in Maslow, tutte “desiderose di trascendere le problematiche inferiori dell’ordinaria realtà psicologica”. Ma il punto è un altro: l’utilizzo della vera Luce, e del Sole come immagine siderale e come forza interiore. E in questa pratica recupera anche le zone “inferiori”, il quotidiano appunto, nelle zone più basse, dove l’anima vive a contatto anche con gli scarti della natura. E con la stessa morte. E dalla pratica quotidiana, come un lavoro di levigazione su di se, emerge la coscienza spirituale, un processo psicologico necessariamente collegato alla vita pratica. Una prospettiva dunque modernissima e diretta la vissuto personale.

Il sole è alto. Ed è ovunque. Lontano nel corpo eppure nel corpo. Distante anni luce dal pianeta terra, eppure copresente all’agire cosciente, alle nostre elaborazioni. Portato dentro il Se, l’essere umano vive il contatto reale. E con il contatto reale, ad un certo livello di attenzione, la psiche riconosce la forza immanente dello Spirito – Sole. Poiché la stessa vita con i suoi problemi miseri, pratici e banali è essa stessa un’esperienza spirituale.

Il Leone è il segno che ospita il Sole. E viene esaltato nel segno dell’Ariete inizio della ruota. In oltre il valore del Leone rimanda al quinto campo della dominificazione che porta valori propriamente generatrici. Produrre, creare, e per questa chiamata anche casa dei figli, settore dell’espressione creativa dell’individuo. Il Leone dunque è creazione. 
In questa illustrazione si può osservare (Rosarium Philosoforum, Biblioteca di Badiana, St Gallen Svizzera) il Leone Verde divora il Sole, come operazione di emersione e svelamento del cosciente, e corrisponde alla creazione dell'Oro Puro. Uno stato di integrazione in cui la realizzazione e la vita stessa diventano unica cosa., superamento degli opposti, del conflitto interno, dissolvimento dell'Ego. Il lavoro consapevole, porta  il suo risultato "elevato".


Da un punto di vista alchemico il Cuore è propriamente il luogo della trasmutazione di questo Leone. Il leone Verde (le cui gambe possono essere tagliate) indica l’Ego personale e soggettivo (lo troviamo come simbolo della Superbia proprio nel primo passo della Divina Commedia). La sua separazione dal Cosmo indica l’egoismo cieco e indotto dal sistema in cui si nasce e si vive. Immolare il Leone Ego (ovvero lo Zolfo degli alchimisti) significa sacrificare la parte “bestiale” della psiche, per portare l’individuo al vero compimento. La pietra Filosofale, la Crisopea. In senso astrologico l’integrazione del sole porta a suo modo lo stesso valore. Per questo diventa importante osservare tutti gli aspetti che coinvolgono il Sole (una attenzione assolutamente importante per Ficino da ricordarlo nello stesso capitolo VIII  nel De Sole).
E lo stesso dicasi per la carta numero 11 dei tarocchi, la Forza, dove una donna tiene le fauci del leone sotto il suo dominio (valore cabalistico Chet numero 20).


Marsilio Ficino con la sua psicoastrologia, ci ricorda di non perdere il contatto con queste energia primigenia. «La luce intelligibile nel mondo che sta al disopra dei corpi, cioè l'intelletto purissimo [...] ha proprio questa proprietà, di brillare all'interno e di illuminare dall'esterno» (De Soli, cap X).


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