venerdì 24 febbraio 2012

Sul consulto astrologico



Una delle difficoltà nell’approccio analitico della carta natale è il tipo di consulto che si può elaborare. Questo, a mio avviso, dipende dal tipo di formazione complessiva tanto del richiedente quanto dell'astrologo stesso. Se ci troviamo di fronte ad un avvocato o piuttosto ad un ristoratore; ad un professore o piuttosto ad un giocatore professionista. 

Ovviamente non sto tentando di differenziare l’astrologia delle previsioni e degli indovini a seconda della persona che incontriamo, quanto invece, cercare di non deludere le aspettative culturali e esperienziali della persona che richiede il consulto. E questo per uno motivo fondamentale: non si può parlare di karma o di analisi psicologica ad una persona che chiede di comprendere come vanno i mercati azionari. Come non si può parlare di ombra saturnina a chi vuole tutti costi sapere dove e quando troverà l’anima gemella, ammesso che sia possibile. 

Esistono tante astrologie nel metodo e nel contenuto per questo è importante sintonizzarsi sul tipo di richiesta che la persona esige, al di la dell’esito positivo o negativo. Insomma bisogna capire chi abbiamo davanti.

Si tratta di capire quello che la persona ci chiede. Amore, soldi, ricerca interiore, affettività viaggio. Sono tutte cose diverse, anche se alla fine collegabili da un punto di vista archetipico. Per questo motivo, e non sarò il primo, propongo una distinzione teorica utile per evitare i molti equivoci che si possono generare.



PRIMO GRUPPO
Ad un primo livello troviamo le persone della porta accanto. Possono essere i nostri amici, i nostri vicini i colleghi di lavoro che si interessano al piano astrologico soltanto per curiosità o per una semplice lettura veloce sul giornale. È un gruppo molto grande ed eterogeneo. E per questo non può essere generalizzato. Tuttavia possiamo riscontare tre livelli.

Il primo: si tratta di persone “normali”, socialmente inserite, dedite al mantenimento fisico e razionale della vita. Il centro di attenzione è quello quotidiano, del lavoro, della famiglia e della vita cosiddetta normale. Per queste persone sarà importante fare una lettura generale dove riescono a vedere le classiche quattro “esse”: salute, successo, sesso e soldi!
Parlare di Karma o di ombra inconscia, molto spesso non porta da nessuna parte. Quindi è importante capire cosa possono capire della nostra interpretazione e avvicinarsi compatibilmente con il tema letto, alla loro possibilità di comprensione. Il piano della lettura dovrà saper comprendere gli eventi delle vita pratica.

Il secondo. A questo livello troviamo anche le persone in salsa new age, che sanno un po’ di tutto, dai segni cinesi, ai libri di Castaneda, all’immancabile pensiero positivo fai da te! Tendono a mescolare il sacro con il profano creando una miscela bulimica di concetti, da creare uilterio confusione. Queste amerebbero leggere nel loro destino eventi magici e fuori dal comune. E sarebbe difficile accontentarli parlandogli soltanto di lavoro su di se, attraverso una presa di coscienza del loro vissuto interiore. Ti guarderebbero strano come chi sta parlando di equazioni di secondo grado!
Le persone new age sono molto complesse e spesso si immettono in una strada molto specifica che diviene difficile da attraversare anche per lo stesso analista. Loro vogliono sapere chi sono stati nella loro ultima vita, e se vivranno l’estasi dell’OBE, durante il corso di Tantra. Sono gli eterni insoddisfatti che potrebbero non calibrare bene l’intenzione della lettura astrale. Per carità, non c’è niente di male. Ma occorre capire fino a dove possiamo spingersi nell’analisi. E se eventualmente quello che cercano può essere offerto da una lettura. Ovviamente bisogna, come sempre, leggere il tema per dargli un indizio corretto.

Il terzo: si tratta di persone con una cultura superiore, laureati e liberi professionisti che non hanno mai preso in considerazione l’argomento ma che sentono che qualcosa c’e, che esiste un ritmo delle stagioni e che magari un giorno all’altro approcceranno l’argomento esoterico. Magari con una consulenza fortuita e illuminante che gli cambia radicalmente l'esistenza. O magari senza nessuna conseguenza.

Il primo gruppo guarda al corpo, alle fortune fisiche, al benessere materiale, alla sistemazione fisica della loro esistenza. Si tratta di obiettivi assolutamente umani e più che legittimi. L’astrologo dovrebbe tentare di avvicinarsi alla loro mentalità, evitando stonature troppo eccessive. Ripeto non si tratta di realizzare delle omissioni e delle limitazioni delle lettura. Ma il modo di esprimersi volenti o nolenti deve tenere presente anche questi dati culturali e sociologici.

Ricordo ancora il caso di una persona che chiedeva il suo “destino” sul lavoro, mentre l’analisi spingeva verso una lettura di trasformazione del suo predente e delle sue convinzioni. Dopo una breve spiegazione, la stessa persona mi ha chiesto come sarebbe andato il suo lavoro. Ripeto: si tratta di una posizione legittima e assolutamente personale, ma spesso il proprio bagaglio culturale e le proprie esperienze possono restringere la visione di insieme del proprio tema e di conseguenza della propria vita. Il tema astrologico, poi, permette di vedere una miriade di simboli e di elementi da sopportorare malamente la fissità persistenze di una unica visione

Come vedremo in un prossimo post, si tratta di persone che pongono la loro attenzione psicofisica sui primi tre chakra, istinti, azione, riproduzione che il dottor Montecucco individua con la neuropersonalità del tipo serotonico (l’argomento sarà sviluppato in seguito)


 
  
SECONDO GRUPPO
Un secondo gruppo di persone è sicuramente più interessante, se non altro per i schemi che tecnicamente possono essere usati attraverso l’astrologia.

Un primo gruppo è quello degli esoterici, che distinguo dai new age, perché in qualche modo hanno approfondito attraverso uno studio serio e comparato le loro conoscenze. Esistono gruppi di lavoro interessanti che offrono una prospettiva profonda diretta alla propria interiorità. Si pensi alla stessa astrologia e alle tante scuole esistenti; ai gruppi di filosofia orientale e indiana; alle scuole ispirate allo gnosticismo di Gurdjieff dello stesso Castaneda, e l’elenco potrebbe continuare per molto con lo studio simbolico e iniziatico dei Tarocchi o la comprensionel della Kabbala.

Il dialogo con gli esoterici è un dialogo interessante poiché sembrano avere più confidenza con il concetto di sincronicità e interiorità che pure riguarda in modo davvero pertinente la stessa astrologia. Evitando la comprensione immediata e cercano di comprendere determinati concetti all’interno di un sistema più amplio. La difficoltà è quella di individuare un piano di lettura stabile e chiaro che funzioni per entrambi. Purtroppo in ambiro simbolico gli errori possono essere molti. Dunque dare spazio maggiore alla chiarezza della comunicazione e al significato di alcune parole chive (un colloquio preventivo è più che necessario in questo caso).

Un secondo gruppo ancora più intrigante è quello degli “iniziati” alla psicologia e alla psicoterapia con cui si realizza una straordinaria sintonia. Molto spesso gli attriti sono ben delineati sulla carta da far comprendere l’origine davvero impressionante dei loro blocchi emotivi. Quindi un valore aggiunto importantissimo che può essere arricchito con l’analisi astrologica e in particolare con il tema delle costellazioni familiari, tanto in chiave clinica quanto in quella più specificatamente karmica e genealogica (ricordo sempre la La Sindrome degli Antenati, Psicoterapia transgenerazionale e i legami nascosti nell'albero geneageologico, Anne Ancelin Schutzenberger)
Questo gruppo non cerca di capire cosa avverrà nel futuro; semmai vuole a tutti i costi analizzare il proprio passato per in chiave liberatoria. La lettura del tema psicologico e psicoanalitico può fare molto. In esso emergono molti elementi: il tema genitoriale, il comportamento psicologico, eventuali traumi, aree del corpo, della mente e della emotività eventualmente coinvolti e tutto quello che può davvero essere trattato con la psicologia. Con una differenza che l’astrologo non è uno psicologo; e viceversa, per cui il compito di formulare una visione di insieme spetta soltanto al consultante che, preso coscienza della sua situazione, potrà scegliere eventuali strategie.
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Sono persone mentali che tentano di riattivare/regolare il funzionamento della loro emotività nella vita (nella categoria del dottor Montecucco potrebbero essere i mentali dopaminici).


 



TERZO GRUPPO
Infine abbiamo  un terzo gruppo: gli iniziati tout court. Si tratta di soggetti complessi tanto per cultura quanto per abilità intellettiva dove lo stesso tema può essere a rischio per l’elevata consapevolezza del soggetto. Questo può essere anche un bene, poiché colui che ha spezzato le catene dell’incantesimo astrale, deve essere considerato a ragione, un iniziato e per questo meno soggetto alle regole "automatiche" imposte dal firmamento (è una dottrina importante che si analizzerà in un prossimo post). Le persone di questo tipo non cercano risposte pratiche e ne esistenziali. Accettano il mistero della vita, e cercano di osservare i segnali del Cosmo e di Dio. Questo livello potrebbe mettere davvero in crisi l’astrologo di turno per  una difficoltà tanto metodologica quanto contenutistica dell’elaborazione del tema. È importante in questi incontri, stabilire un campo comune di intesa per poter costruire l’indagine. D’altra parte lo stesso Arroyo consiglia di non fare astrologia preventiva e senza incontrare le persona interessata proprio per i motivi che sto menzionando in questo post. Bisogna per tanto conoscere il livello “spirituale” delle persona, dove il termine, qui, indica il tipo di consapevolezza. E comprendere se possiamo o no sostenere l'analisi richiesta.
Sia chiaro: un contadino con poca cultura può avere molta più coscienza e consapevolezza di uno plurilaureato ad Oxford, per cui la distinzione essenziale e intellettiva è davvero peculiare rispetto alle presunte sovrastrutture nozionistiche e culturali.

Sono individui che osservano il tempo presente e in un livello più amplio sono consapevoli del non tempo (in fondo il tema astrologico è una timeline  avviluppata su di se, con una serie di incontri scritti che definiscono in modo davvero impressionante il concetto di testo scritto). Sono alla ricerca di un completamento con il tutto, nel tentativo di rendere possibile il dialogo tra mente, corpo, anima e spirito, per usare alcune categorie ficiane e di realizzare quella mancanza originaria che caratterizza, credo, quasi tutti gli esseri viventi sul pianeta Terra. Le domande principali sono quelle dei grandi temi filosofici, per cui avvicinarsi a questo consulto è molto complesso per una serie di ragioni culturali, nozionistiche e principalmente spirituali teologice (la categoria Montecucco è quella della neuropersonalità endorfinica).






CONCLUSIONE
Realizzare un tema spirituale basato sul karma dei nodi lunari ad una casalinga che cerca di scoprire se il marito la tradisce è per tanto un errore. Non morale e ne etico; ma semplicemente tecnico. La persona potrebbe non capire e gli equivoci, compresa la delusione contestuale, potrebbero essere poco incoraggianti. Dunque nel soddisfare le richiese sarebbe opportuno:

  1. Capire la persona che abbiamo di fronte e cercarla di individuarla per quello che è;
  2. Realizzare un colloquio per comprendere le problematiche, ricordando che il compito dell’astrologia, semmai ne avesse uno, non è quello di indovinare quanto di completare la possibilità di comprensione del Se e del Cosmo (tuttavia è possibilissimo fare una lettura a distanza senza conoscere nemmeno il nome reale della persona anche se le pretese del consultante andrebbero ridotte a questa circostanza;
  3. Tentare una lettura quanto mai realistica e onesta, in modo da rispondere coerentemente alle richieste avanzate,


Un ultimo consiglio. È sempre apprezzabile lo sforzo evolutivo, ammesso e non concesso che qualcuno possa suggerirlo a qualcun'altro. Si tratta, in questo caso, di tentare una ulteriore apertura mentale del consultante, se il livello dello stesso astrologo lo consente. In modo che quella stessa casalinga in pensiero per il marito, possa trovare risposte anche in un romanzo di Flaubert o di Kundera;  o attraverso la lettura di un saggio Bollati Boringhieri. Insomma, esistono una serie infinita di elementi che vanno oltre l'argomento specifico e che costituiscono un importante fonte di consapevolezza (come non leggere questo come il gioco estetico dell'immagine/Anima di Marsilio Ficino).  

In fondo sempre di scrittura si tratta. Quella degli astri; o quella dei romanzieri. E la vita stessa, nel mezzo, con le sue forze a disposizione, tenta di somigliare più a se stessa che ad un copione scritto e acquisito, apparentemente, per caso. Per esempio quello descritto dal tema natale.

Buona vita a tutti!


Chiunque volesse un chiarimento può scrivermi in privato
lomartireandrea@yahoo.it




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La suddivisione dei gruppi è assolutamente mirata ad un consulto tecnico astrologico e non ha l'intezione di creare una gerarchia umana o psicologica. Come detto prima, un contadino senza studi può avere più coscienza di se di un plurilaureato di Oxford.

giovedì 23 febbraio 2012

Marsilio Ficino: i due volti dell’anima (8)



L’alchimia, l’astrologia la cabala, o qabala, l’osservazione dei tarocchi non sono soltanto un sistema di significanti e di significati che rimandano a delle funzioni archetipiche. Non sono soltanto un codice con tanto di regole sintantiche e semantiche. Sono in realtà un sistema molto più profondo, che trascende la stessa regola, e che rimanda ai piani "alti" della vita in tutte le sue manifestazioni. Come non vedere questi sistemi come rappresentazione emblematica del corpo – tempio? 



Ebbene, molte di queste organizzazioni simboliche rimandano anche al corpo. E alle sue energie. Per questo Jung vide nell’alchimia e nella astrologia un principio intimamente strutturante in molti settori della vita umana e delle relazioni sociali. Le stesse immagini dell’alchimia sono per Jung il ritratto dell’anima nell’atto stesso creativo di fare immagini. È una dinamica importante che si ricollega direttamente alla psicologia ficiana e indicano la potenza del suo pensiero.

Il punto è esattamente questo: le immagini e i simboli sono assolutamente reali e concreti quanto lo sono gli oggetti e i corpi del mondo fisico. Jung evidenziava l'aspetto iniziatico delle società ancestrali che avevano consolidato la propria organizzazione sul contatto con l’anima (lo sciamanesimo, i riti tribali, le culture magiche simboliche). E al contempo non si stancava di indicare quanto le stesse società moderne avessero dimenticavo questo aspetto. Un fatto grave per la vita stessa, dunque, privata della sua fonte più viva. “L’anima vivifica il corpo e viene a sua volta vivificata dallo spirito”; l’anima stessa è attratta dal corpo e della materia e ancora una volta una volta questo concetto si ricollega a Ficino. L’anima va diretta al centro, vivificata e coltivata insieme alle sue immagini interne e alla musica del Cosmo. 





L’astrologia, come le diverse deprecate scienze esoteriche non sono allora un modo per leggere il destino di un individuo, o mero gioco di prestigio. Questi antichi sistemi, riferiscono che esiste una Tradizione, che è intimamente in contatto con il nostro agire, il nostro esistere, con il nostro stesso respiro. Questa tradizione indica che il mondo sottile è copresente alla nostra stessa presenza. Partecipano ad ogni atto creativo. Ma, appunto, bisogna saperlo.

La famiglia, il matrimonio, le nazioni, il gruppo, la città perdono la vita se non conservano questo contatto con l'invisibile, con l'anima. Come a dire che si esclude la possibilità che i sistemi e le strutture, per quanto complesse, non possano vivere senza un centro sensibile ed “immaginifico”. Non possano vivere senza un centro sensibile che possa mediare tra l'alto e il basso.  Tra il Cielo e la Terra.

Dunque vita con anima e vita senza anima. È un vecchio adagio che perfino lo studio del professor Corrado Malanga, con tutta una serie di riflessioni necessarie, evidenza come elemento centrale del cosmo e dei suoi numerosi abitanti. Alieni, Entità, Energie.




Da questo punto di vista la psicologia di Ficino, quella sulla funzione di anima, ci viene in soccorso. La percezione di anima permette di sentire lo Spirito, la musica, quel sottile che feconda il mero atto intellettuale. Ricorda Thomas Moore: le persone con anima si lasciano andare. Anima è una presenza e va oltre la rigidità ideologica e intellettiva, va oltre la difensiva dell’io/ego. Eccoli i due sistemi, con e senza anima. Anima aggiunge vivifica e rende vitale anche il processo intellettuale che altrimenti diverrebbe logico e freddo. Anima ha bisogno della comunicazione e del lavoro intellettivo. Ma è il sentire, oltre la logica apparenza, che permette un contatto organico e creativo con il Mondo, e palesa la stessa vibrazione di anima. Percepirsi nell'atto stesso di percepire.

La logica e l’intelletto elaborano di continuo la comunicazione su più sistemi. Hanno bisogno di un centro emotivo per sentire loro stessi nelle loro qualità estetiche. E anima da parte sua ha bisogno di comprendere i processi intellettivi.

Ma qui si stabilisce un lavoro fondamentale e importantissimo. Mantenere un'equilibrio preciso, realizzare una camera di mezzo, realizzare il Giusto Mezzo, evitando lo scavalcamento delle competenze personali e psicologiche. Poiché a questo livello è importante evitare che Anima "fugga" nel mondo dello Spirito per non tornare più; o al contrario non si identifichi troppo con la materialità fisica e gravitazionale del mondo cosiddetto reale, per dimenticare la sua origine. Detto altrimenti: evitare la psicosi new age del mondo ultraterreno; o la nevrosi scientista e materialista degli abitanti del mondo razionale. Anche questo diventa un problema alchemico, il solve e coagula. Poiche tutta la stessa nostra esistenza pare essere dosata, se pur con diversissimi gradi di coscienza, proprio sulla comprensione delle due correnti: Anima e Spirito.


 le due posizioni filosofiche sono anche
i due vettori energetici indicati dalla Tavola Smeraldina
 

Salvare l’anima dalla fuga nello spirito; e al tempo stesso sorvegliare che essa, l'Anima perda vitalità nel pervasivo e prevaricante materialismo. Riconoscere la necessità di un contatto con lo Spirito. Esercitare,  esso, lo Spirito nelle cose della vita di tutti giorni.
Forse in questa comprensione esiste una delle vie alchemiche del Se (i stessi campi dei chakra funzionano in questo modo, le correnti dell'agopuntura e le due colonne del tempio Joachin e Boaz, maschile e femminile lo ricordano chiaramente).


Ecco ancora un ulteriore rappresentazione del corpo, le sue correnti e le sue sensazioni. L’alchimia si muove in due direzioni spiritualizza il letterale e concretizza ciò che è spirituale. È un processo importantissimo, quasi magico. Ma in realtà interiore, simbolico, potente.

Spirito, corpo si incontrano attraverso anima. Incontrandosi a metà strada realizzando il centro del sentire, perfetto equilibrio tra sotto e sopra, tra dentro e fuori. La nuova Natura dell'essere vivente. L'uomo rigenerato. Il dissolvimento del corpo è la coagulazione dello spirito. E il dissolvimento dello spirito è coagulazione del corpo. L’alto e il basso. La tavola smeraldina, principio del Corpo Hermeticum, la Tradizione di cui si accennava, dunque, che è effettivamente il punto per comprendere la nostra posizione nel Mondo Cosmo e nel Mondo Interiore. Un lavoro che non passa soltanto attraverso la storia, quella di Ficino o quella di Jung; ma che soprattutto si realizza nel Corpo Fisico dell'umano. Il Corpo e le sue percezioni. Quelle coscienti; e quelle subliminali/sottili.





 è possibile che molte strutture esoteriche siano state il nucleo di una scienza assai antica  
che raccoglieva sotto la sua egidia  le basi avanzate della medicina antica e sottile.
Lo stesso Ficino, medico dell'Anima, intendere scrutare 
l'ipotesi dei pianeti da un punto di vista medico 
e la corrispondenza vibrazionale tra Pianeta, Corpo e Natura





continua 9 ...

domenica 19 febbraio 2012

Costa Concordia: l'incidente dell'isola del Giglio

 
Nel tema dell’incidente della Concordia di venerdì 13 gennaio ho tenuto presente l’orario delle 22.10 circa (durante l’ora di cena come riportano numerose testimonianze sarebbe avvenuto l’impatto con i scogli).

  


Nel segno della vergine – nativo del varo – troviamo la quasi congiunzione di luna e marte che descrivono una situazione di forte nervosismo e di impulsività come pure potrebbe riferire di una una confusione operativa dei soggetti coinvolti con un conseguente comportamento irrazionale.
 

Il sole radix vive l’opposizione con vesta (già Urano nel varo). L’asteroide è un importante riferimento per quello che concerne la tradizione e le ritualità; in astrologia mondiale, però finisce per avere un ruolo del mantenimento dello status quo e dello spirito associativo di una nazione. Tradotto: il destino della nave sembra essere legato, sempre nel segno dei pesci, ad una spinta potente non meglio identificata che trova una sua identità in un gruppo di “fratelli e sorelle” Che si tratti di un gruppo segreto, o di una fratellanza mistica certo non si può ammettere e ne provare. Ma di certo, si può parlare di un intervento “segreto” sul destino della nave.
Se fosse stato il tema di una persona, con una Vesta pesciolina si leggerebbe un tema psicotico, confuso, che porta alla “deriva” e confonde i piani trascendentali e fisici della persona. Questo aspetto non può essere di certo trascurato visto che potrebbe indicare un livello oscuro su tutta la faccenda. In tal caso bisognerebbe verificare la idoneità psicofisica dei soggetti coinvolti con una serie approfondita di esami tossicologici che pure il tema dei Pesci indica come possibile. Più genericamente si tratta di un aspetto che tende a stressare  una determinata situazione. 


Il tema Nettuniano era già presente nel varo come fatto assolutamente misterioso di questa vicenda con la sua opposizione a Lilith, che secondo la mia personale lettura potrebbe indicare la presenza di personaggi con intenzioni non proprio chiare. Il nettuno transito si sta approcciando all’opposizione con il sole e si congiunge per altro con venere transito nei primissimi gradi dei pesci, luogo profondo e prettamente acquatico del tema.







Un'altra opposizione tra la Vesta radix (cancerina di VIII casa che riafferma il destino occulto di questa nave) si oppone al profondo Plutone congiunto a Mercurio entrambi transit. L’asse interessato è quello di morte e rinascita come pure della creatività fisica e materiale (entrate guadagni). È evidente che lo stress di questo asse, nel tema di transito del varo, produce perdita economica, stress, e perfino la morte.  Plutone è inequivocabile e il suo messaggero, Mercurio non lascia scampo sulle notizie.
La presenza di Vesta in VIII cancerina permette di leggere l’evento come un attacco vero e proprio ad una famiglia o ad un gruppo di potere non meglio identificato ma che simbolicamente si può far risalire alla valenza della  VIII casa. Plutone nel profondo Capricorno, per quanto generazionale e spinto dal potere di Mercurio (il dispositore naturale della Vergine, segno solare del varo) produce conseguenze drammatiche. L’opposizione viene per questo potenziata a mio avviso descrivendo eventi davvero tristi. È possibile nelle prossime indagini emergano indizi più esterni che per ora non hanno avuto nessuna rilevanza. Si tratta di notizie che possono riferire di protocolli riservati su tutta la vicenda.

E significativo, poi che il segno stesso della vergine, per l’ora dell’incidente costituisca l’ascendente del tema, ascendente che accoglie nel confine con la XII marte e luna, elemento già di stress per la lettura del transito.



Il transito di Giunone sullo scorpione in quadratura con Mercurio Luna mette in tensione il clima di pace e aumenta il senso di una guerra che altrimenti non saprei definire. Questo elemento era ben presente anche nel tema del varo e non riesco a comprenderne, sinceramente la valenza visto che non si tratta appunto di una operazione di guerra ma di un trasporto della marina mercantile.

Questo aspetto è rafforzato anche dalla quadratura Sole/punto di fortuna transit con Pallade-Athena radix. I movimenti, le strategie, gli accordi, le scelte per stabilizzare una situazione che sembra essere spinta da forze irrazionali, è destinata alla sproporzione e al ribaltamento. Tanto più che Pallade Athena, che qui rappresenta la lucidità, posta in XI casa bilancina potrebbe essere oscurata dal Sole capricornino di transito.  La presenza del transito di Saturno diretto verso la XII casa nel segno dello scorpione lascia intravedere il senso fatale di questo ribaltamento (dopo un modo retrogrado Saturno entrerà nello scorpione nei primi giorni di ottobre 2012). Per altro Saturno ha un peso determinante nella faccenda essendo il maestro del mese, e quindi riconducibile ad una influenza simbolica come da tradizione. Saturno entra nelle profondità marine verso il regno degli inferi di Ade. Se il suo valore venisse confermato è probabile che in autunno emergeranno delle novità importanti su tutto il caso.




Il porto del Giglio, a poche centinaia di metri, sarà testimone della doppia natura dell’incidente: l’affondamento e il salvataggio, movimenti contrari e assolutamente presenti in questo tema. Infatti l’unica nota di merito è quella del trigono Giove venere, punto importante di fortuna e lucidità che riceve la forza di Pallade transito. Tradotto: qualcosa può essere fatto per evitare il peggio. In effetti il ritorno della nave in acque basse sarà l’evento che limiterà il sacrifico di vite umane. Forse l’unica scelta cosciente del comandante (mentre tutto il resto non si capisce proprio come sia potuto avvenire).

Costa concordia tetto con la rappresantazione geografica dei paesi europei

Un senso di sfida emerge anche da quinconce mercurio/luna radix sul passaggio sole punto di fortuna. È la fine della popolarità della nave e di un rapporto internazionale indicato anche dai nodi lunari sull’asse sagittario-gemelli qui in I-VII (e III-IX nel tema di venerdì 13). In questa sede possono per tanto osservare le attenzioni preesistenti su questa nave nel contesto internazionale per altro già evidenziata dalla sua particolare costruzione, interna ispirata proprio alla fondazione dell’Unione Europea a ai suoi iniziali tredici paesi. Ogni ponte infatti è dedicato al nome di un paese europeo.



Nell’applicazione diretta dei pianeti uraniani di Alfred Witte si trova un dettaglio interessante. Il trigono tra Poseidone (XII in scorpione) e Cronos simbolo del Governo, della gestione, del dominio posizionato in VIII casa cancerina. Si tratta di un ulteriore indizio assolutamente opinabile, anche per la sua sottile allusione esoterica, al coinvolgimento di un potere (Cronos) all’interno di un sistema familiare/dinastico ricco e influente (Cancro VIII) che si connette con la realizzazione trasmutazione alchemica di questo evento. Poseidone in scorpione XII trascende la materia, porta l’illuminazione ma porta anche alla conseguenza pratica della fine della vita fisica. Qualcosa viene riconsegnato al re dei mari, signore della vita e della morte. La verità è il mondo delle idee sono superiori al mondo fisico e alla stessa morte. Ma per fare questo è necessaria l’esperienza stessa della fine. Lo scopo è ovviamente rituale, ma di cui non ne comprendo le utilità e  ne l’origine. L’aspetto potrebbe anche descrivere un elemento manipolatorio stesso dell’evento o dei suoi stessi protagonisti. Le conseguenza di quanto detto sono ovviamente conosciute da tutti.



sabato 18 febbraio 2012

Costa Concordia: il varo


Nel settembre 2005 veniva varata la Costa Concordia. Gli esiti di quel varo sono noti a tutti. La bottiglia di champagne non si ruppe e questo determinò, secondo la tradizione, l'esito infelice del suo primo giorno di vita. Per altro il rito del varo più anticamente veniva compiuto con del sangue degli schiavi versato sulla chiglia. Con il tempo il vino rosso, evidentemente meno pagano e meno cruento, ha trasformato in modo più umano la pratica rituale. Il varo non ebbe l'esito sperato. E la nave, forse, sarebbe stata destinata a ben altre consegne. Sette anni dopo, nel 13 gennaio del 2012 il suo anomalo affondamento decreterà il senso di quel fatto nefasto


Ma analizziamo il varo da un punto di vista prettamente astrologico. La nave nasce sotto il segno tecnico della Vergine/Mercurio con un ascendente scorpionico (il segno solare di Schettino, per altro). È noto che lo scorpione in astrologia mondiale e politica indica da sempre l’introito di uno Stato, gli investimenti. Ma anche le compagnie di assicurazione, la mortalità, le associazioni segrete e i stessi servizi di intelligence. Dunque sotto la stella di Mercurio giovane e intraprendente ma con fortissime influenze Plutoniche e Marziali.




il tema del varo: opposizioni planetarie


La vergine di X casa indica una forte importanza istituzionale di questo varo. I vettori proposti da Edmund Jones riferiscono di un mezzo che è destinato ad avere un contatto diretto con il corpo e l’esperienza della malattia e del limite da essa imposto; e destinato ad avere una rivelanza pubblica probabilmente con molte aspettative (si tratta delle case/segni XII verso VI ; e della IV casa verso la X).

Il segno della vergine è occupato soltanto dal sole e rimanda a mercurio congiunto alla luna in IX leonina. Si tratta di un mercurio intelligente e sensibile, ricco di energie e di popolarità all’estero (cosignificanza della IX che probabilmente indica il successo di questa nave). Questo aspetto riferisce quasi sicuramente dell'esito importante di questa nave e del successo conseguito in molti paesi .







Il sole, però vive un importante opposizione con Urano che per gli addetti ai lavori è chiaramente un segno di “rivoluzione/involuzione” repentina. Qualcosa cambia si rivolta  e potrebbe portare al peggio. E dove si trova questo Urano? Naturalmente nei pesci, nell’oceano, nel mare aperto. Simbolicamente quindi si può affermare che il tema natale contiene questa informazione  inquietante. Tanto più se stessimo parlando di una persona: questo aspetto fa registrare una mancanza di decisione, un contrasto tra volontà e realizzazione, e una certa passività che fa potrebbe portare la persona a scelte poco costruttive. La persona con questo aspetto potrebbe assumenre un comportamento indipendente, incurante delle conseguenze pratiche, al punto da perdere il principio di realtà. La nave però non pensa e ne sceglie, e tuttavia sembra essere legata a questo destino.

La quadratura di Mercurio/Luna a Cerere scorpionica non è segno di salute (uso gli asteroidi per una lettura geopolitica che spesso ho avuto modo di riscontrare veritiera nel loro simbolismo). Si tratta di un ulteriore elemento a sfavore di questo varo e della nave. 


L’opposizione poi di Marte a Cerere sull’asse I/VII aumenta ancora di più questa eventualità. Curioso è il fatto che questa sorta di “attacco” simbolico alla nave provenga dallo stesso comandante Schettino che pure è portatore di questi simboli aretini e scorpionici (Francesco Schettino, 14 novembre 1966, Napoli il cui tema di delinea sull'asse toro/scorpione).


Anche il sole vive una quadratura con l’asteroide Giunone nei gemelli che in astrologia politica indica trattati di pace, accordi di negoziazione che evidentemente non sono scritti nella storia astrologica della nave. La quadratura semmai assume il tono di dichiarazione di  "guerra". Si tratta di una configurazione molto importante che tuttavia non sembra avere un riscontro pratico fino ad oggi.



il tema del varo: quadrature planetarie



Il cosignificante della casa solare X, ovvero il capricorno, è posto in seconda casa praticamente vuoto di pianeti. Un Chirone alla fine del segno è isolato e quasi lasciato nelle profondità del carta rende remota la possibilità di cura e di guarigione dei "mali" simbolici della nave. 

Il suo referente, Saturno, in IX,  riferisce sicuramente di una certa popolarità della nave – confermata dalla IX leonina molto forte -  che pero potrebbe subire il blocco dello stesso Saturno. Infatti il pianeta blocca, cristallizza, ferma. La notorieità e il successo della nave deve quindi essere sancita. Poi la quadratura con il punto di fortuna in XII scorpionica ci riferisce che questa notorietà è inevitabilmente rotta da un fatto grave: la morte! (lo scorpione di XII quadrato a Saturno non può che rafforzare questa tragica ipotesi).






La vergine risuona per sua natura nella VI casa, indicando la sottotraccia di questa configurazione: toro con Marte al 17 grado.Si tratta di un ulteriore configurazione che rende sempre più instabile l'esisto sano della nave.

La posizione dei nodi lunari in V/XI su asse ariete bilancia potrebbe descrivere un blocco creativo di varia natura. Certo che l’asse anticamente definito dei figli con il nodo nord in ariete V casa potrebbe indicare ancora una volta l’esito drammatico descritto da questa carta. Le motivazioni possono rintracciarsi anche nello stellium di XI congiunti con il passato nodo sud. Venere e Giove  e Pallade in XI bilancina i quali descrivono una situazione importante e fortunata per questa nave e forse indicano un passaparola potente. 


La congiunzione Venere/Giove poi è segno di una importantissima fortuna che stranamente non accompagna la nave. Ovviamente bisogna comprenderne il senso. Poiché la forza artistica e creativa per una nave vuol dire molto poco a parte la sontuosità, la grandezza e il lusso interno. Probabilmente la opposizione del nodo nord in ariete è un indizio ulteriore del destino tragico di questa nave.
Secondo questa analisi prende avvio anche una interpretazione interessante. Che sia nata con dei difetti strutturali questa stessa nave? Troppo grande per esempio. Mi limito a questa osservazione senza poter approfondire l'ipotesi per mancanza di conoscenza tecnica. Se così fosse, però, prenderebbe piede l'ipotesi di una speculazione anche finaziaria assicurativa che ha potuto garantire delle entrate altrimenti non possibili. Le implicazioni potrebbero essere diverse e molto complesse da analizzare.






Un ultimo indizio da non sottovalutare riguarda l’opposizione Nettuno acquario e Lilith leonina che mette in risalto sull’asse III/IX gli oscuri e strani personaggi che avrebbero frequentato e forse vissuto questa nave. La profondità e il malessere di questo aspetto potrebbe essere un ulteriore fattore “rituale” e assolutamente distruttivo proposto dal tema. Il tema della corruzione inteso come gesto immorale potrebbe aver segnato in qualche modo la nascita di questa nave. Segno di cui però ignoro la corrispondenza reale.

Dunque nel suo destino astrologico la nascita della nave, il suo parto sancito con il varo contiene elementi problematici di indubbio valore. Il confronto con i transiti di venerdi 13 evidenziarà altre ipotesi
Continua...

domenica 5 febbraio 2012

Marsilio Ficino (7) il Daimon



Una persona  può conoscere se stessa. Non è soltanto una raccomandazione psicologica. E ne un proposito per iniziare a comprendere l’antropologia del sacro, come recita l’oracolo di Delfi. Conoscere se stessi, per Ficino, significa garantire la vita sana alla persona, sapere cosa si è, in modo da conoscere le cose da evitare e quelle da cercare. Lo scopo, quindi, è riconoscere la propria inclinazione naturale, la propria “stella”, il proprio “demone”. Qui si evidenzia l’importanza di conoscere il tema psicoastrologico. Scoprire questo talento, che non significa arroccarsi sotto un sistema superstizioso; o congelare le personali spinte evoluzionistiche; quanto, invece, entrare nel vivo della propria natura. Il lavoro dell’anima (opus) non parte da una concezione egoica o narcisistica di se, ma dal riconoscimento di una guida interiore, di questa forza primordiale che disegna la peculiarità di un essere vivente, rispetto ad un altro.


 
 
Omphalos del tempio di Delfi
da cui la sacerdotessa chiamata Pizia, 
ascoltava in stato di trance, le energie ctonie
ed emetteva le sue profezie. 
La sua  forma a coppa lascia intendere 
a qualcosa che contiene,  un Sacro Graal 
autentico e  originiario. 
Forse fonte stessa del linguaggio di anima. 
Il tempio dedicato ad Apollo, altro elemento
importante nel pensiero ficiano.




Ne consegue che il movimento psichico è la risposta e non un’iniziativa. Si tratta di un fatto importantissimo che permette allo studioso di comprendere che esiste un temperamento di base che rivela la struttura psicosomatica orginaria (la teoria degli elementi diventa quella degli umori partendo da Empedocle, e passando per Galeno, Ippocrate fino ad arrivare a Jung); e qualcosa che si costruiesce sopra di esso. La psicologia, in una primissima fase, è probabilmente, la relazione tra questa base, il temperamento, e il lavoro di adattamento, che si esprime attraverso la personalità. Il carattere è figlio del temperamento, come la personalità della persona. Come a dire: esiste una superficie, la maschera esterna; e una rete di esigenze molto più profonde e spesso ignorate. E qui vi sono importantissimi presupposti psicologici e astrologici che riprenderò in un altro scritto (una persona può avere una dominante di acqua, ma molti vettori possono spingere per una personalità estroversa di terra, per esempio). Detto altrimenti il Temperamento di una persona potrebbe non conciliarsi con le richieste della Personalità.





E qui verrebbe d’obbligo la frase di Eraclito, per cui il carattere è il suo Daimon.
Già, Daimon ricorda anche il Demonio, il nemico dell’uomo. Ma appunto questo talento interiore o peculiarità può divenire angelo o demone a seconda del modo di accordarsi con le attività della persona. Per cui Daimon è la nostra stella, il genius, un testo interiore, il locus, un programma congenito, un’attitudine. Qualcosa di nostro installato nel profondo. Una forza che caratterizza l’individuo in modo assolutamente personale e soggettivo che contiene non solo una sorta di vocazione ma anche una forza personale.

Dunque, conoscere se stessi. Ovvero capire il Daimon in noi. Il nostro angelo interiore, lo spirito guida che a ragione per alcune sue inclinazioni può essere percepito anche come nemico dell’io e dei suoi scopi (importantissimo punto psicoanalitico). Ricorda Moore: “per conoscere se stessi non basta conoscere la propria storia e il proprio carattere personale, bisogna anche essere capaci di riconoscere questo fattore demonico”. 

Il Daimon può essere una sorta di sistema gravitazionale a cui tendiamo come un intento inconscio o un desiderio assillante; o come un vuoto interiore, un centro che ci prende e che ha dei risvolti importanti nelle nostre scelte. Non va sottovalutato quindi. Possono essere i nodi lunari e il pianeta a loro congiunto, o un trigono chiuso, o un’opposizione nei segni creativi; può essere molte cose. Questo significa che non è un segno o un simbolo preciso ma emerge attraverso una lettura analitica della carta dove può essere rintracciato in un elemento specifico e peculiare di quella carta (per esempio in Ficino esiste un importante trigono tra Luna in capricorno congiunta al nodo nord e Venere vergine di VIII casa, che potrebbe, secondo me, indicare un punto peculiare della sua ricerca di anima).

Sia chiaro. Il Daimon non è il destino scritto (il testo scritto semmai può essre meglio rapprensentato dal concetto di Sorte e di Fato). Ma indica il modo di vivere e di essere determinate esperienze. E questo lo si può leggere simbolicamente sulla carta. Molto spesso una lettura mitologica del segno e degli aspetti, indicano in modo sincronico le pulsioni della vita di una persona. Si pensi al puer mercuriano del gemelli che deve “sacrificare” la parte viva e adolescente a quella trascendentale e immortale (Castore e Polluce, per intenderci). O al segno del toro, che secondo il mito di Teseo combatte il Minotauro, segno di una lotta interiore tra parte istintiva e parte razionale, per essere integrata e liberata. Il Daimon può essere il toro, l’adolescente, l’analitico. Un dottore o il criminale. Si tratta sempre di una predisposizione interiore, proprio come i pianeti che ci vivono dentro. Quello che emerge dall’esplorazione del proprio Daimon è l’unicità di questo sistema, dove ogni uno è cosa irripetibile nel cosmo.

Un’importante raccomandazione, poi. Ficino ricorda che bisogna conoscere questo centro di energia interiore, il Daimon, in modo da poterlo gestire e non da assecondarlo. La cosa è molto diversa. Per esempio parla di “gelosia” dei pianeti. E di come la forza preponderante di uno possa prevalere su tutto. E questo significa essere rapiti dalla sua sfera e dalla sua logica a discapito degli altri. E chissà se il Diavolo che ruba l’anima non abbia una sua collocazione in questa relazione. Per uno sarà Venere per un altro Saturno. Per Ficino la malattia, la vera malattia è questo atteggiamento assolutistico e monoteistico per cui l’anima viene assorbita da un demone planetario, rendendo la persona prigioniera di questo stesso abbraccio geloso. Questa unica forma di coscienza dettata da una unica via da percorrere è per Ficino la vera malattia. Dunque un motivo in più per conoscere la nostra potenzialità.

Daimon può essere un punto debole, un demone, un difetto. O un talento prodigioso, l’orecchio musicale o a una dialettica verbale. Non importa, in ogni caso, al di la della morale comune, c’è questo intento di capire quanto uno possa essere divorato da questa attitudine o quanto spinto a condividere il proprio vissuto e la propria vita con il resto dei pianeti e dei colori.

Questa psicologia è diversa da quelle che rafforzano l’io. E per questo può far registrare una sorta di ulteriore disagio e chi si ritiene sprovvisto di anima; o chi guarda alle certezze materiali che pure sono importanti. Potrebbe non essere risolutiva o per sua natura, illogica. Ma perché nel mondo interiore esistono aree segrete/[se-crete], delle importanti fonti di energia che sono illogiche, invisibili, eteriche, proprio come la vita dell’anima e il mondo dell’idolum

Da un punto di vista ermetico, un io forte non è un io raccordato alle certezze operative del carattere e della personalità con i suoi scopi pratici (lavoro importante per la psicoterapia); semmai è un io che non deve difendersi dal Daimon quanto invece stabilire un contatto e collaborare con esso, per ripristinare il molteplice e vivere a pieno le sue forze.

Siamo oltre il determinismo e la causa ed effetto. Si tratta di una strategia ben diversa che può esporre la persona a certi rischi. Come quello di trascurare la vita fisica nonostante le premesse di Ficino di mantenere l’equilibrio tra vita fisica e vita animica. E sarà poi, la cristianità a definire il Daimon demone maligno, secondo una tradizione precisa, allontanando le pretese della gnosi.

A Ficino questo ovviamente non interessa poiché il Daimon non ne buono e ne cattivo. Semplicemente è. Bisogna comprendere quanto questo condizioni in modo assoluto la nostra vita. Ecco l’opera. Per questo è importante andare per gradi e approcciare la conoscenza di se secondo i modi più consoni al proprio sentire. E forse, anche questi, nel loro sottile richiamo, sono dettati dal Daimon e dalle sue ombre sconosciute che risuonano nella vita dell'Anima.
(Continua...)



venerdì 3 febbraio 2012

Marsilio Ficino (6) Idolum

L’immaginazione è al centro del mondo interiore. Poiché essa è il fuoco dell’anima, (o viceversa, qui poco conta). Ficino la chiama idolum (differenziandola da imaginatio, che si avvicina al senso aristotelico del sensus communis cioè dalle funzioni comuni dei sensi e della percezione).

Anima passa attraverso alcune funzioni. Ficino le distingue:
 

                                                              MensMente
                                                              Ratio Ragione
                                       IdolumFantasia*, Sensi, Potere nutritivo



Tratto da Utriusque Cosmi (1617–21) Robert Fludd
Lo schema del filosofo ermetico ricorda molto quello di Ficino 
soprattutto per la rappresentazione e la divisione delle facoltà



Ficino ci fa capire che anima non ha una corsia preferenziale e che si esprime attraverso il molteplice. Cosa vuol dire?
Moore ricorda che anima si può conoscere attraverso la mente che contempla (la indica come funzione saturnina); oppure attraverso la ragione la quale riveste l’anima di più umanità, attraverso lo strumento della conoscenza razionale. Ed infine passa attraverso l’idolum, idolo/eidos - idea che è nel corpo, esiste come immagine, come proiezione dell’ombra del cosciente, come l’intenzione che si nasconde dietro al pensiero razionale.

Per sua natura, l’anima ha una logica e una misura della realtà assolutamente differente. Questa distinzione di anima/idolum, dal mondo convenzionale e quotidiano, non è una separazione ma agisce come se fosse tale. Ma il punto è proprio questo: anima raccorda il corpo fisico, le sue sensazioni e quello dell’idolum, altro corpo, il pianeta della fantasia e dell’immaginazione. Il paragone di Moore con il corpo astrale o eterico è uno spunto interessante anche in ambito astrologico (si tratta del rapporto tra corpo fisico e corpo eterico; come a dire in ambito di astrologia medica, la relazione che potrebbe rintracciarsi tra organo/viscere e chakra relativo; appunto, un piano fisico e l’altro propriamente energetico).

La terapia psicologica, la psicoanalisi lavora sulla misura personale, biografica, soggettiva. Ficino, recuperando il pensiero ermetico neoplatonico, afferma che la nostra vita dipende anche dalla vita dell’anima, con un suo movimento, una vita che passa anche fuori dalla nostra. E questo non dovrebbe scandalizzare quanto svelare il probabile contatto con il cosmo tutto. Memoria collettiva, inconscio collettivo, la ghianda di Hillman, il destino stesso. Esiste una continuità metafisica che trascende la nostra pelle, e il senso esclusivamente biografico dell’esistere. La psicoastrologia di Ficino cerca di elevarci ad un sistema di simboli e di energie che sono oltre la nostra volontà ordinaria (e non delegittimarla); e al contempo, cerca di portare queste stesse forze dentro la nostra vita come risorse all’esistenza stessa.



Prima di fare psichiatria e psicoanalisi, il lavoro di ricerca di Carl Gustav Jung è passato attraverso il mondo dei simboli 
e del pensiero ermetico. La sua attività di medico si avvaleva di una conoscenza astrologica, per quanto tarda, del tema natale dei suoi pazienti.. Uno di questi, Emma Rauschenbach, divenne compagna di vita e collaboratrice nelle sue ricerche. Nella fotografia sopra, Jung indica il centro del Mandala, "immagine" magica.


Intravedere queste immagini, sentirle, significa dialogare con l’anima. Come le nostre azioni rivelano il carattere dell’Io, così l’immaginazione e le sue immagini parlano della natura umana. Natura Umana e azione trovano una loro alleanza, le cui conclusioni, qui sono assolutamente personali e meritano uno sviluppo a se: l’essere umano si trova a vivere in un flusso di forze che non comprende e per questo è confuso, addormentato, assorbito dal bisogno fisico. Stare in questo dialogo, tuttavia, lo aiuta e emergere. Il contatto tra particolare e universale trovano un’importante coniugazione nell’essere umano, il quale a maggior ragione diviene il centro di una comunicazione importantissima, cosciente di essere all’interno di una struttura ben precisa, che piaccia o no.




Il fare immagini nel particolare alimenta l’universale. L’universale nell’essere Spirito, fa esperienza di vita, entrando nel particolare. Siamo nell’esoterismo più profondo della gnosi.
La psicoastrologia di Ficino è un’astrologica arte della memoria. Attraverso l’immagine e l’immaginazione. Anzi l’astrologia è essa stessa arte della memoria. La tecnica per vitalizzare l’immaginazione e la memoria. I segni i pianeti sono un mezzo per ordinare l’esperienza e il movimento interiore, proprio come le immagini possono aiutarci a guardare oltre superficie degli eventi, da poter cogliere le nostre fantasie. L’intenzione autentica dell’agire e del pensare. Quando l’anima “è stimolata dalle immagini dei corpi, porta alla luce forme che rimangono nascoste nei recessi della mente” scrive Ficino (I Pianeti, 19)



E qui si approda all’arte. Non è divertimento e ne estetismo. Ma un’arte della memoria. E per questo nutre le cose dell’anima, tiene rifornita la memoria, e offre un’importante occasione per toccare la vita psichica, conoscerla e ordinarla secondo un nostro "gusto". L’anima arriva dove i sensi non possono. Ci vuole l’anima per percepire lo psichico. Un occhio adatto ai sensi è un occhio si ferma alla superficie della tela; l’occhio dell’anima vede la profondità, l’intenzione dell'artista e tutta la forma extranarrativa.


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*Fantasia è da intendere come aspetto soggettivo e percettivo; mentre per immaginazione si intende l'immagine stessa, essenza della sua manifestazione. O altrimenti: percezione e creazione.