martedì 12 febbraio 2013

Wolfang Amadeus Mozart




"La nostra ricchezza muore con noi,
 poiché l'abbiamo tutta nella nostra testa e nessuno potrà sottrarcela "


Il genio, il bambino prodigio, la voce di Dio. La storiografica è unanime nel definire Mozart, uno delle massime espressioni dell'arte tutta, come l'anima della musica. Mozart evidentemente nasce sotto la stella della musica, l’Acquario. Molti musicisti portano il valore assolutamente innovativo ed empatico del segno, periodo musicalmente fertile! 


E questo è per altro potenziato nello studio che ho riscontrato nel punto Vertex, di cui si parlerà in seguito. La maggior parte dei compositori di musica colta hanno un vertex acquariano di VI casa. Se pur con altre implicazioni, il dato è assolutamente pertinente. E Mozart stesso è un vertex di VI casa!

In effetti, le direzioni offerte dall’acquario comportano due interessanti percorsi: o si trovano delle particolari psicologie scientifiche. O altrimenti troviamo l’arte, che nonostante la complessità della tecnica, viene offerta come se fosse semplice e leggera. Dunque il genio!
Marco Pesatori ci ricorda l’anima del segno: il viaggio psichedelico di Lewis Carrol, la scrittura eccitata di Virginia Woolf e Gertrude Stein, la sperimentazione temporale di James Joyce, l’esperienza senza confini di William Burroughs, la scoperta scientifica come Galileo Galilei e Charles Darwin pronti a lasciare il piano convenzionale della realtà per approdare verso nuovi lidi.

Nietzsche definì Mozart lo spirito Apollineo della musica (a differenza di Wagner che secondo il filosofo incarnava lo spirito Dionisiaco). E, in effetti la vita di Mozart ci porta in una dimensione originale, divina e al contempo carnale, estatica e insieme fisica. Genio, artista, prodigio della musica, Mozart ci appare un precursore dello stile esistenziale e rockettaro delle future star. E se non fosse per la certezza della sua data di nascita si sarebbe tentati di unirlo al capricorno Elvis Presley e al multiforme David Bowie. Ma si tratta di un'altra musica e per questo anche di un’altra epoca!
 

Subito una certezza. Si legge la notizia della nascita di Wolfgang in una lettera del padre Leopold inviata ad un amico, datata il 9  febbraio 1756 « Ti informo che il 27 gennaio, alle otto della sera, la mia cara moglie ha dato felicemente alla luce un bambino. Si era dovuta rimuovere la placenta e perciò ella era estremamente debole. Ora invece, grazie a Dio, sia il bimbo che la madre stanno bene. Il bambino si chiama Joannes Chrysostomus, Wolfgang, Gottlieb». Questo il vero nome del musicista passato al secolo come Wolfgang Amadeus Mozart. L’orario di nascita ci viene comunicato per fonte diretta e certa.

L’ascendente Vergine rimanda alla praticità e all’intelligenza mercuriana del soggetto, con una evidente abilità al calcolo e alla matematica che la composizione armonica e musicale richiede. E descrive a suo modo l'importanza del "corpo" come elemento di esperienza e indicatore dello stato di salute.

Mercurio e Sole sono congiunti con Saturno nella cuspide della Quinta casa acquariana con cosignificanza leonina. Questo settore riferisce un importante spazio scenico secondo la tradizione ed è assai probabile che il musicista abbia avuto un certo talento per il teatro e la teatralità, oltre che al gioco e a tutti gli hobby che si associano alla quinta casa. Dunque quel Mercurio diventa materia scenica, spazio teatrale per eccellenza.

La presenza di Saturno, tuttavia, seppur indice di intellettualità e “melanconia”, primato per altro ricercato da numerosi intellettuali nei secoli precedenti, qui diventa oscurante. Saturno nella sua presenza indica quasi certamente un condizionamento forte. Una restrizione. Qualcosa che materialmente dopo, ma psicologicamente prima, forgia la vita del soggetto. Ed è possibile leggere questo tema come quello del padre, dell’autorità parentale, che ha pianificato in modo costante le attività creative del bambino prodigio. Per altro, è bene ricordare che la stessa quinta casa, è quella dei figli, e della relazione pedagogica tra genitori e la loro prole. La presenza di Saturno in questo punto indica quasi sempre, una relazione complessa e non risolta tra genitori e figli e più probabilmente con l'autorità. Dunque il quadro da questo punto di vista restituisce una giusta corrispondenza con la vita del musicista.


In oltre questo Saturno rende il bambino e il suo habitat più grande rispetto alla sua età, indicando il livello di precocità che ha caratterizzato la sua performance artistica (la prima composizione all’età di cinque anni). Saturno richiama, in oltre, la memoria che nel piccolo Mozart è assolutamente sopra la media, come testimoniano le cronache del periodo.

Giove, signore antico del segno solare, è posto in seconda casa Bilancina indicando un’importante valenza materiale ed economica della carta e rafforzando l’ipotesi di alte aspettative da parte della  famiglia. In oltre il segno della bilancia non lascia dubbi sulla possibilità di arte come guadagno, valore offerto dal segno di Venere. Ed è assai probabile che Mozart sia stato più materiale e concreto di quanto la cronaca storica ci dica, e che una certa cinematografia ci abbia raccontato (appunto la concretezza dell'ascendente vergine). Con questo Giove, la carta descrive un’altissima possibilità di fare molti e tanti quattrini!

Venere posta in VI acquariana appare però compromessa. E nella sua valenza per la seconda, ma anche nella sua posizione “neutrale” e depotenziata in questa VI si reca verso il segno di esaltazione, i pesci. Dunque una Venere che sembra descrivere un salto di qualità del soggetto. Sia nell’ambito dell’economia personale. Che nella professione artistica e lascia intendere particolati eventi nella vita del soggetto, tutti legati nella casa del mestiere e della professione. Oltre a quella della salute.

E per giocare anche con il sistema delle case derivate, la casa solare è la quarta dal suo maestro in seconda. Dunque ancora il Padre (tradizionalmente legato alla quarta) e la famiglia come elementi predestinati alla vita del nascituro. Di contro, la seconda casa, in una prospettiva inversa, è la X della quinta, evidenziando come la professione e la sua riuscita siano scritti in questa carta. 


La decima casa mostra un Marte gemellino che si fa portatore di una volontà assolutamente forte e determinata. Tanti progetti, molti, fermento, spunti ovunque che si fanno portatori della forza prolifica dell’artista. Il trigono con Venere VI aumenta il contatto con il mestiere, il guadagno, la concretezza, la bellezza e la rapidità. L’aspetto si cala perfettamente nella vita di Mozart. che in soli 35 anni compose oltre 600 opere tra le più belle della storia della musica. Ma il pianeta rosso - almutem - si fa portavoce delle difficoltà e delle sfide che il soggetto vivrà durante la sua carriera. E i continui ribaltamenti, per altro confermati anche dall’Urano di VII , sono assolutamente segnati nel luogo della riuscita e delle relazioni.

Nettuno, posto sulla cuspide della XI nel segno del Leone, rafforza ulteriormente la potenza creativa e fantasiosa del soggetto, ma comportando scelte di vita particolari. Nettuno si oppone alla casa solare e ai tre pianeti in questione.

Si tratta di un aspetto delicato, non necessariamente negativo. Il contatto con il divino, o lo stato di coscienza alterata possono aver fatto molto nella mente del genio. Intuizione, ispirazione e percezione spirituale possono essere stati la sostanza primordiale del fare arte e dell’opera musicale. Questo nelle migliori delle ipotesi.

Tuttavia la tradizione assegna a questo aspetto una forte spinta ad evadere la realtà, scegliendo situazioni alternative, per non dire trasgressive (la XI porta in genere anche questo valore). Ma è possibile che sia esistita nella psicologia mozartiana una lucida e cosciente direzione “distruttiva” intesa anche questo come atto creativo e di ispirazione. Il film di Milos Forman, Amadeus, in effetti, ci descrive, se pur attraverso la leggenda del nemico Salieri, un Mozart trasgressivo, divertito tra donne, sesso e gioco (a casa il musicista possedeva un biliardo!). Insomma una rockstar in piena regola alle prese con il lato profano e carnale dell’esistenza. E questo, da un punto di vista affettivo-cognitivo può descrivere l’altro lato della medaglia. L’artista, oberato di lavoro e concentrato a non deludere l'humus familiare, ha dovuto trovare un punto in cui esprimere se stesso, un luogo in cui trovare una collocazione sociale ed edonistica. Quella fuori dalla società e le regole.


L’aspetto non sembra essere negativo anche per quello che concerne Mercurio (signore dell’ascendente) che in questa configurazione lascia il terreno razionale per esplorare le dimensioni interiori e siderali! Il genio e la sregolatezza trovano una valida rappresentazione in questa relazione (oltre ad  un particolare talento a inventare bugie e stratagemmi esistenziali). Come non vedere tutto questo nella scrittura a volte scurrile e piena di allusioni al basso ventre che le sue lettere ci hanno lasciato?

Mercurio è anche la comunicazione e la scrittura che posto nella quinta casa cerca a tutti costi di essere al centro delle attenzioni del mondo (l’asse riguarda, in effetti, il rapporto genitori/figli). E quel Nettuno diventa spesso oltraggioso, sacrilego e gli porterà non pochi problemi con le autorità, molto spesso disposte a chiudere un occhio.

Saturno poco più spostato, in una tolleranza di 5° non entra in questa opposizione ma tuttavia sente il clima del genio e della sregolatezza, osservandone gli effetti. Tuttavia la letteratura indica un problema di collocazione e di adattamento psicologico alle regole del mondo; come pure descrive rovesci e problemi di valutazione soprattutto economica. E Giove bilancino, per quello che concerne l’economia sembra un po’ anticipare questo andamento altalenante. Sappiamo che Mozart trascorse buona parte della vita, spendendo oltre le sue possibilità e vivendo in povertà la parte finale della sua vita.



Questa tendenza alla prassi sperimentale, alternativa, contro le regole vigenti, sono per altro ben presenti nelle sue opere teatrali dal Don Giovanni, il cui protagonista incarna il modello spregiudicato e narcisistico dell’amore profano, fino all’incontro con la morte stessa. Ma anche Così fan tutte, Le Nozze di Figaro, all’esoterico Il Flauto Magico, tutte opere di rottura con la morale vigente. E nel clima culturale dell'epoca queste diventano un manifesto poetico ed idelologico per un verso, e iniziatico simbolico per l’altro, con evidenti riferimenti simbolici alle ritualità massoniche e rosacrociane (la storiografia Mozart riporta l’iscrizione Loggia La Beneficienza di Vienna nel dicembre 1784 iniziato come apprendista). E al tema esoterico spirituale assolutamente in voga nel secolo dei lumi, Mozart dedicò anche altre opere. Massoniche sarebbero la “Cantata K471” del 1785, “L'Adagio” K411 dello stesso anno e la “Musica Funebre Massonica” K477 (pure questa del 1785), oltre alla “Piccola Cantata Massonica” K623 del 1791.





La sua RS del 1784 pone l’ascendente in cancro con Luna in X arietina 
e ben tre pianeti compreso il sole in VIII evidente contatto con l’occulto e il magico,
 questa volta in trigono con il Nettuno bilancino.



Il secondo dispositore dell’acquario, posto in cuspide della VII nel segno dei pesci, è Nettuno, congiunto al nodo sud, ci descrive in primo luogo un comportamento davvero “elettrico” dove il genio dell’improvvisazione sembra divenire una prassi anche per gli accordi commerciali, ed evidentemente nelle relazioni intime. Mozart cambia, rinnova, riforma, si lascia dietro tutto, quel che è fatto è fatto. In questo il tema descrive un approccio davvero spregiudicato e libero, indipendente che sembra esplodere nella società dopo secoli di Teologia imperante e castrante! E, di fatto, Mozart incarna in modo esemplare la reazione ad un sistema di Potere che inizia a subire i primi colpi. La sua iniziazione indica anche questo, come ricorda il bel libro di Lidia Bramani Mozart massone e rivoluzionario.

Per gli amanti dell’astrologia karmica e reincarnazionista, questa posizione di Urano nel nodo Sud nei pesci indica che esiste un’importante memoria di uno studio altrimenti compiuto nelle vite precedenti. E non si esclude con questa posizione che il rivoluzionario Mozart, con questo Urano pesciolino, non abbia fatto parte di un ordine religioso, magari Domenicano! Ovviamente si tratta di un accostamento simbolico non suffragato. Una provocazione!
L’impeto domenicano di Savonarola, di Giordano Bruno sembra tuttavia percorrere l’istinto del genio di Salisburgo (per altro l’asse dei nodi descrive una possibile repressione spirituale subita dal soggetto con probabile reclusione forzata semmai potesse venire confermato il dato!). Sappiamo che l’ordine Domenicano ha sempre trattato con una certa disciplina il canto gregoriano e il canto sacro. La musica avvicina a Dio. E Mozart, nel pieno delle rivoluzioni laiche e razionaliste, incarna questa coscienza. L’anima della musica, appunto.

Tuttavia l’asse dei nodi, posto sull’asse vergine-pesci, oltre ad essere indicatore di una possibile caduta della salute, si fa portatore di problematiche di relazione. L’opposizione nettuno sole a suo modo lo aveva già descritto. L’uomo Mozart cerca un collegamento con il mondo fisico. E al contempo cerca di “piantare” le fondamenta nel cielo. Alla ricerca di un completamento difficile che soffre della sua instabilità, del suo fermento, della intima insoddisfazione.


Ed è un elemento importante. Il nodo in prima casa descrive un disagio dell’anima, un mancato adattamento in primo luogo a se stessi, un’ombra molto forte che può spingere il soggetto a cercare le esperienze forti, anche estreme, e alle peggio distruttive. Tuttavia la tradizione sembra smentire il problema dell’inizio e delle partenze. Mozart parte subito, parte alla grande e questo Nodo Nord da questo punto di vista non pare manifestare problematiche.

Al contrario, però si deve registrare una vita in lotta continua che deve spingere per affermare se stesso contro gli istinti che costituiscono evidentemente un forte condizionamento. E il condizionamento probabilmente proviene anche dall’esterno, dagli altri, dalla relazione stessa, che pare essere caratterizzata dallo stesso fermento del genio. Cambio, rivoluzione, trasformazione, separazione i colpi di coda di Urano portano davvero una continua operazione di adattamento del quotidiano.E i nodi scoraggiano, umiliano, fanno sentire la loro presenza.

E forse vale la pena di soffermarsi sulle implicazioni di questo asse, se non altro perchè costituisce la seconda e ultima opposizione del tema. Il nodo si fa portare di un sentimento di comprensione del mondo e della sua sofferenza, dunque un punto animico importantissimo dell’eccentrico artista. Ma il caos di sentimenti descritto dalla letteratura coincide con la biografia dell'artista. O si lascia penetrare della sofferenza altrui, in modo anche sconveniente. O cerca di fuggire da tutto questo! Il carattere ipocondriaco, per altro potrebbe essere confermato dal Nodo Nord vergine che appunto nella melotesia richiama le cavità e gli organi dello stomaco. Qui potrebbe emergere un aspetto umorale/malinconico dell’artista che sembra dover fare i conti con l’entusiasmo improvviso, l’istrionismo teatrale, e poi con il controllo e la misura. L’asse nodale descrive una limitazione del se e il tentativo di non fare il passo più lungo della gamba, aspetto che appare piuttosto presente in questo tema.
 
La prova più grande è quella di coniugare talento artistico (la VII pesciolina che a modo suo conferma ancora una volta l’importanza dell’arte per questa carta) con la I vergine, l’organizzazione quotidiana e lucida della propria esistenza. Ma evidentemente il caos regna sovrano! Il compito offerto è quello di organizzare la propria vita con il giusto passo della praticità e della cura di se.

L’analisi dell’asse genitoriale indica il padre in IV casa che rimanda quindi a Giove e confermando l’ipotesi simbolica precedente. Esiste una forte intenzione del padre a far conoscere il giovane Mozart, un pensiero che nasce con lo stesso schema natale del musicista! La presenza della Luna congiunto a Plutone indica un forte attaccamento del padre per entrambe le figure parentali, con attitudine anche di possesso, al controllo o di “megalomania”. Esiste un’idea di sperimentazione della vita e che evidentemente deve fare i conti nella relazione padre/figlio. Ma come elemento personale, questo punto descrive anche la radice da cui proviene Mozart, con una forte presenza dell’elemento sessuale libidico e con l’interesse per l’occulto che secondo il progetto della casa possiamo leggere proprio come punto modo di percepire il padre (il padre del resto iniziato anche lui ha probabilmente influenzato il figlio nella partecipazione delle società segrete e alla Libera Muratoria).

Ma in questo primo livello non appare esserci un rifiuto dell’artista poiché la condizione sociale, il benessere familiare, e il rapporto con il padre appare in questo primo frangente assolutamente importante e formativo. L’aspetto in quadratura dei nodi, tuttavia, si fa già precursore di quanto scritto precedentemente e segno di un disagio nel mondo: Mozart cerca una collocazione per se, autonoma, indipendente e al contempo deve saper gestire la sua indipendenza. Prova questa che pare vacillare non poco, secondo la letteratura. Esiste uno spazio psicoanalitico importante nella relazione tra padre e figlio, dunque.

La madre in X nel segno dei gemelli, appare vicina al figlio. Mercurio rimanda sempre alla sesta dove il sole è congiunto. L’opposizione a Nettuno, a livello di percezione del materno, tuttavia descrive una figura che non pare essere stabile. La presenza di Marte in X si fa portatore di una madre comunque presente, istintiva, combattiva e molto importante per la psicologia descritta nella carta. Il trigono con Venere diventa significativo per l’affettività di Mozart, che sembra qui regolare e integrata.

C’è da dire che il quadrato Venere con Lilith di IX produce un ulteriore piano di lettura. Lilith è un punto complesso della carta che indica il blocco dell’istinto di base, che per questo esonda in altre direzioni. E alla peggio devia il percorso naturale della persona. Ecco perché finisce per avere connotati anche sessuali e libidici, come effetto di una causa più profonda che può essere associato ad un vuoto interiore molto profondo (esiste una affinità tra Nodi e Lilith, che partono da una stessa natura astronomica, che interessa questa dimensione “oscura”).

Lilith in IX porta una sorta di blocco della coscienza (e diremo anche dell’istruzione superiore) che nel tema di Mozart riflette l’altro lato del genio. Questo può esprimere che il musicista abbia vissuto con i strumenti del suo lavoro e del suo talento e che evidentemente non abbia sentito prioritario spingersi oltre il suo orizzonte.  Lilith in toro esprime un sentimento del possesso, delle radici, e rafforza la caratteristica dell’elemento “terra” espresso dall’ascendente Vergine. Ma il contrappasso di Lilith, se può passare il concetto, è quello di portare questo sradicamento in modo particolare causando anche problemi affettivi. Si tratta di un elemento che ritorna anche in altri punti della carta e che conferma questa interpretazione psicologica (distacco, viaggio, spostamenti, adattamenti che costano molta fatica). Il toro non si muove. È fermo, fisso nel suo territorio. Lilith scompone questa habitat interiore. Lo sprona, e alla peggio lo incattivisce!

Posizionato sui 28° gradi, Des Longchamps parla effettivamente di punto karmico affettivo. Dato straordinario evidenziato dall’asse Nodale che pure riguarda il fuoco di Lilith, il punto più lontano nello spazio siderale. Ed è probabile che Mozart abbia vissuto una sorta privazione del suo spazio vitale e intellettuale, fatto anche questo indicato da una relazione simbiotica introiettata da parte del padre “controllore” (la simbiosi luna plutone di IV descrive questa condizione).

Tuttavia esiste anche un elemento su cui riflettere. Lilith offre una marcia in più, l’astrazione, l’arte, la musica l’arte (collegata con la casa della filosofia e della spiritualità). Ma è assai probabile che il musicista non abbia sentito prioritario questo impulso.  E abbia vissuto una certa forzatura e aspirato ad un desiderio alla “semplicità”. Se l’opera di Mozart racconta l’anima della musica, questo punto mostra l’ombra dell’anima, la quale porta una strana alterazione della psiche  e dei suoi contenuti.

E questo si aggiunge una attitudine taurina (sessualità, gonadi, testosterone e via dicendo) dove Lilith descrive un piano sessuale molto particolare che si ascrive in effetti nella vita del soggetto. E sul piano sessuale produce una spinta eccessiva, ricerca lussuriosa che può in casi estremi indicare il vuoto esistenziale della stessa psiche (il disagio affettivo provoca come risposta compensativa anche una certa condotta sessuale). In effetti, poi, la quadratura a Venere pone la questione della relazione sociale, dello stare insieme con le esigenze intime del soggetto! Insomma, come tutti i grani geni, Mozart aveva le sue stranezze!
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Si è parlato molto spesso della morte di Mozart, avvolta nel mistero più fitto. Assassinio, complotto, omicidio, malattia. Ed è probabile che in tutto questo ci sia qualcosa di vero e che ovviamente, come sempre, rimando alla letteratura competente. Mi limito, per tanto, a leggere il tema da un punto di vista simbolico.

Il tema notturno di nascita (sole sotto l’orizzonte) pone l’Hyleg nella Luna di quarta, con un almuten fortissimo di Marte in X. Tuttavia questo Marte indica è anche anereta: quadratura con la cuspide della VIII, dove c’è il segno arietino. Il pianeta più importante del tema è anche quello che toglie energia vitale. E dunque la brevità della vita, l’immediatezza, il tutto è subito, può essere già un primissimo indizio.

Marte in Gemelli pone problemi di respirazione e nel sistema bronchiale. Oltre a descrivere di per se problemi equilibrio chimico nel sangue e un abbassamento del sistema immunitario (le difese appartengono a Marte). Il trigono con Venere nel segno dell’acquario conferma che il “sangue” e la circolazione possono aver riportato gravi conseguenze per una mancata omeostasi (altro trigono con il punto di Fortuna in scorpione richiamo degli organi genitali). 



La sesta casa acquario potenzia la condizione del segno e le probabili esposizioni all’apparato circolatorio e biochimico. Il suo dispositore antico, Saturno posto in quinta e in congiunzione con Sole e Mercurio pare difendere il sistema (il capricorno per il sangue rimanda al midollo e al controllo della stessa stabilità del fluido). L’opposizione a Nettuno però conferisce uno sfaldamento, probabilmente anche ormonale e chiama in causa ancora una volta il cuore e il sistema circolatorio prossimo, da gettare quasi una certezza sulle patologie. Secondo le cronache Mozart sarebbe stato affetto da una grave forma di anemia che evidentemente si ascrive in questo quadro (Saturno blocca).
Il dispositore moderno della VI, Urano, posto in pesci potrebbe confermare l’ipotesi anche ormonale e indicare una causa psicosomatica (pnei) nella descrizione di questo quadro (ovviamente occorre uno studio specifico e competente).

La sua quadratura a Plutone/Luna nel sagittario potenzia ancora una volta la triplicità dei segni di fuoco, questa volta focalizzando una problematica agli arti e caviglie. 


Venere in VI pone anche problematiche di equilibrio omeostatico e al contempo rimanda per segno, alla gola e ai reni, punti deboli entrambi del musicista, come conferma la letteratura in merito. Ma il problema pare essere proprio il sangue e il suo equilibrio interno, almeno in questo piano di lettura.

La parte araba della malattia espone il segno dello scorpione nel primo grado quasi a contatto con la bilancia. È un punto delicato del segno. Intanto perché rimanda ancora una volta a Marte che è preponderante in questa carta. E poi il suo confine Tolemaico con la bilancia e i reni. Curioso il fatto che il punto coincida con quello di Fortuna quasi congiunto portando in evidenza la melotesia relativa (il punto di Fortuna è un punto della carta molto fisico e descrive gli eventi materiali del corpo, al contrario del punto di Spirito che rimanda al contatto con il mondo delle idee). La triplicità e il confine Tolomaico ribadiscono Marte che a questo punto appare essere il “malefico” per eccellenza nel tema della carta.


La RS del 1791, anno della morte, mostra uno stellium in IX casa dove i pianeti protagonisti del quadro clinico, Marte Venere in particolare si oppongono al datore della sua VI radix, Urano, sull’asse della circolazione evidentemente luogo fisico della sua patologia.



La carta armonica per i suoi 35 anni di età pone Marte/Capricorno con evidente funzione infiamatoria in quadratura con Venere/Ariete. Saturno e Urano, congiunti al Leone sono ulteriori indicatori di un possibile di decesso per cuore/circolazione. Il Sole opposto sempre sull’asse acquario/leone conferma ancora una volta il destino del suo corpo "vincolato" allo stato dei sistema circolatorio, il sangue e la sua disposizione. (esiste anche una opposizione tra Lilith/Punto di Fortuna è un Vertex sull'asse toro scorpione che meriterebbe una argomentazione a parte).


La carta dei transiti della sua morte (5 dicembre 1791 dopo la mezzanotte) indica la presenza assolutamente significativa di Marte all'ascendente nello stesso segno della Vergine (valori indicativi di "avvelenamento" quand'anche autoimmune). Anche qui, il sistema circolatorio (asse Leone Acquario sulla VI/XII) accoglie una opposizione tra Plutone e Urano e rafforza l’ipotesi clinica di un problema con il fluido e una complicazione inerente alla sua circolazione, cuore compreso nell’esito finale.





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