venerdì 21 marzo 2014

S. Tommaso d'Aquino: l'astrologia

Quale rapporto teologico e filosofico esiste tra astrologia e divinazione?
Il saggio di Durrel Rutkin pubblicato da Carocci Editore (a cura di Germana Ernst e Guido Giglioni) tratta le argomentazioni del filosofo Tommaso D'Aquino e nella sua Summa Theologica (1270)  e la distinzione tra il conoscibile e l'insondabile. Osservazioni destinate a formare il corpus dogmatico e canonico della Chiesa in ambito di eresia (l'indice 1564 e la Bolla di Sisto V del 1586).
 

L'astrologia per sua natura si occupa di divinazione. Ma lo fa secondo cause diverse e presupposti differenti. Esiste una divinazione leggittima che parte da cause chiare e conoscibili: ad esempio l'astronomia che permette di conoscere le eclissi con confutabile certezza. Ed esiste una divinazione illegittima appunto l'astrologia che pretende di prevedere il destino delle persone.

La predizione del futuro può essere dunque elaborata in due modi. In se stesso, attraverso la conoscenza diretta del corso temporale, l'esperienza e la vita quotidiana di tutti i giorni. O attraverso le cause, ovvero in via del tutto teorica e deduttiva.

Il primo modo di trarre le cause è direttamente collegato agli effetti diretti e riscontrabili. Tommaso ritorna sull'argomento delle Eclissi e sul loro ciclo: l'uomo ne studia il moto, ne osserva la forma, i cicli e può successivamente trarre una conoscenza per il futuro di quel evento specifico.

Il secondo modo di trarre le cause è invece arbitrario e non necessario. Ovvero le cause producono ipotesi e congetture non certe. Quindi produce una conoscenza congetturale non provata, ne verificabile e alla meglio parziale.

Come si dice: l'argomentazione non fa una piega! Giusta e inconfutabile!




Se non fosse per un ulteriore argomentazione, del tutto leggittima, portata avanti dal sottoscritto. La causa conoscibile e diretta è sempre collegabile alla struttura cognitiva del soggetto. Ed è collegata, a suo volta, al sistema del sapere che vige nel determinato periodo storico, fatto di convinzioni, proiezioni psicologiche e convenzioni sociologiche.

Un calcolo matematico statistico richiede una conscenza tecnica di questo campo. La sua riuscita dipende dal contesto in cui viene praticata e la sua utilità; e cambia con il variare di nuovi elementi che entrano nel piano cognitivo di chi la esercita. Tutto questo va collocato in un contesto culturale che filtra alcuni elementi e ne evidenzia altri. Per cui soltanto da questo, il "conoscibile" è in realtà soggetto ad una variabilità offerta dalla stessa idea di concepiere e realizzare il sapere. Come dire, esistono tante matematiche! Si tratta di una condizione imprescindibile del sapere, a mio parere, e che assegna un determinato valore a quello che si definisce scientifico e praticabile contro il non scientifico e falso. E questo, a mio avviso, vale anche per quello che noi conosciamo della presunta scienza astrologica.


Ma andiamo con ordine.
Esiste il dato certo e conoscibile. E poi esiste il dato probabile, ma tuttavia incerto non supportato dall'argomento oggettivo. La conoscenza causale può essere prodotta da due condizioni. Quella di una conoscenza che deriva dalla scelta razionale - argomentazione del libero arbitrio -  e il caso irregolare che fornisce una condizione non conoscibile.

Gli uomini non possono conoscere prima gli eventi perchè questi non dipendono da cause coerenti, deducibili, ma vengono prodotti cause variabili, mutevoli. Questo equivale ad affermare che gli uomini non possono trascendere le funzioni razionali e concettuali. Essi vivono nella conoscenza causale di ordine razionale mentre quella che richiederebbe la divinazione è non ricontrabile e non conoscibile. In oltre tutto ciò che trascende questa capacità umana, è "prerogativa" del divino - causa prima - ed è per tanto di Dio e della sua eternità.

La "previsione" è leggittima quando segue un metodo scientifico e razionale (appunto l'esempio delle eclissi). E per questo non può essere definita previsione o divinazione, in natura della sua intima ragione. L'altra invece è impraticabile perchè non oggettiva, ed è ingannatrice.

In oltre, come affermato, l'uomo non può usurpare la prerogativa divina e la sua manifestazione. Per Agostino, chi lo fa commette un grave errore, condannato dalla stessa Chiesa. La divinazione è un atto grave e peccaminoso. Colui che profetizza è sempre in combutta con i Demoni che offrono la loro gnosi condannata dalla stessa Chiesa: sortilegi, auguri e negromanti. Dunque la divinazione è inderogabilmente eretica. E operando in questo modo, il demone inganna con astuzia; e l'umano sconvolge l'ordine naturale, espressione della stato in cui si trova. L'uomo dunque non può essere Dio e ne può e ne deve esercitare le facoltà che non gli sono certe e possibili.

La Summa Theologiae (1265–1274) è il trattato più importante del filosofo.
L'elaborazione del testo comprende riferimenti agli autori classici, come Agostino di Ippona, 
Pietro Lombardo, Pseudo-Dionigi l'Areopagita, Avicenna e Mosè Maimonide.



La questione relativa alla divinazione e all'astrologia viene trattata nel passo 95 della Summa.
Il metodo di osservazione e di consoscenza degli astri permette di prevedere le eclissi. Questo fatto non dipende da opinioni false e menzognere in cui si intromette il demonio, ma piuttosto dall'osservazione scientifica e fenomenologica. Dunque si parte da dati certi e verificabili. Le eclissi infatti rispettano un preciso ciclo astronomico (oggi conosciuto come ciclo di Saros che indica un periodo di 18,03 anni - 223 mesi sinodici - al termine del quale si ripetono le stesse eclissi lunari e solari).




Tommaso contesta la tesi delle stelle come simbolo di qualcos'altro, secondo la cui tradizione piu che produrre - facinat- significano qualcosa. Tesi insostenbile afferma. Come possono le stelle indicare gli eventi futuri? come fanno le stelle ad indicare una effetto senza contenere la causa di quell'effetto stesso? Non c'è dunque relazione tra gli eventi e il moto celeste secondo il filosofo poichè tra eventi e stelle non esiste nessun contatto formale e sostanziale. Tra cielo ed eventi non esiste una relazione di necessità che permette la previsione/predizione. E niente conferma per certitudinem il metodo previsionale.

Le stelle in oltre - il primo immobile, i pianeti, le costellazioni - non sono causa prima di tutte le cose. Ma anch'esse sono parte della Provvidenza divina, la reale causa che "dispone i moti e la posizione degli eventi futuri contingenti". Gli astri sono posti in stato di necessitaà- stesso modo - mentre gli eventi futuri seguono criterio di contingenza in modo da capitare in diverse materie - variabiliter contingant. Il conoscibile, il futuro e gli eventi sono dunque espressione e manifestazione del libero arbitrio e non degli astri.

Osserva in proposito Agostino: “Gli astrologi pretendono che vi sia nel cielo la causa inevitabile del peccato: sono Venere o Saturno o Marte che ci hanno fatto compiere questa o quella azione, volendo che sia senza colpa l’uomo, che è carne e sangue e verminosa superbia, e la colpa ricada su colui che ha creato e regge il cielo e le stelle” (S. Agostino, Confessioni, IV, 3).


Ed infine un ulteriore argomento: tra corpi celesti e libero arbitrio non esiste una continuità causale e riscontrabile. Il libero arbitrio che è facolta della ragione e della volontà è incoropereo. Nessun corpo puo agire - imprimere - qualcosa su una realtà incoroprea. Per cui i corpi celesti non hanno e ne possono avere nessun effetto sull intelletto e la volonta.

Inevitabilmente qui si apre un fondamentale spiraglio. Cosa sta affermando l'Aquinate? Che per caso esiste una "certa" astrologia? Poichè il corporeo mondo celeste tocca in qualche modo la forma coroporea e biologica della vita, ovvero "le facoltà sensitive che attuandosi in organi corporei influiscono come inclinazione sugli atti umani" da provare una sorta di intervento degli astri. Come osserva Rutkin "L'Aquinate mitiga la sua granitica presa di posizione e ammetrte l'eventualità di alcune influenza astrali sulla mente di un indivisuo e di conseguenza sulle sue azioni".

Dunque un'astrologia esisterebbe eccome! Quella che si "aggancia" alla fisicità e agli organi del corpo biologico: "la massa degli uomini segue le passioni corporali e quindi i loro atti per lo piu seguono l'inclinazione dei corpi celstei... mentre sono pochi e cioè i savi soltanto che si sforzano di governare con la ragione codeste inclinazioni".
Ma la stessa non può in nessunissimo modo influire sulla volontà e l'intelletto umano, negando il libero arbitrio dell'uomo. Non è quindi possibile che gli astri siano causa della nostra elezione volontaria” (S. Tommaso, Summa contra gentiles, III, 85). Tutt’al più: “inclinant astra, sed non necessitant”.

In pratica l'astrologia controlla l'animale umano, la sua condizione meccanica e biologica. Ma non prevede la sua emancipazione, l'evoluzione della sua volontà. Tocca gli organi ma non interviene sul piano cosciente e razionale.

Verrebbe da se che l'essere umano è anche "terreno" di un confronto interno tra la psiche cosmica e quella della sua volontà, tra il corpo che sente il campo astrologico e i suoi recettori, gli organi, e la sua anima razionale e l'intelletto. Chi subisce l'onda emotiva del corpo non fa altro che confermare la spinta astrologica. Chi sengue il proprio sentimento, prodotto dalla propria consapevolezza, sta invece portando a compimento un importante prospettiva personale liberandosi dagli astri, e dalle spinte del campo.
Astri inclinant non necessitant. Gli astri ci influenzano non poco ma non determinano! La frase pare essere tradizionalmente assegnata al filosofo.


Chi è giunto ad un certo piano della coscienza, ad un livello di liberazione al programma di base - la matrix astrologica - può iniziare a uscire dal guscio corporeo, automatico e automatizzato e a divenire se stesso, nascere in vita! Chi ha preso coscienza della sua contingenza può partecipare liberamente e consapevolmente al suo destino non piu sorte o fato. Argomento questo a mio parere affrontato da tutte le tradizioni religiose ed esoteriche, perno della reale evoluzione personale ed umana.

Il dispositivo teologico costrutito da Tommaso continua la tradizione iniziata dal Tetrabiblios di Tolomeo, nella distinzione tra astronomia e astrologia. Entrambe discipline sono leggitime se portate al loro reale campo di azione, l'uno astronomico per le eclissi, come da esempio, e l'altro più biologico o medico per la condizione del corpo, diremo oggi. Stando in questi precisi confini, la previsione ha una sua precisa azione. Fuori da questa è invece errore. Questo permette di affermare che una astrologia esiste, almeno secondo l'Aquinate, dunque esiste come dire una astrologia "naturale" che reca benefici alla medicina, alla natura, alla navigazione e alla agricoltura che ben si discosta dall'inganno della divinazione sulle sorti dell'essere umano. E questa pare essere il reale tessuto concettuale che definisce il reale campo di azione questa antichissima conoscenza.

Ovviamente va da se che la Chiesa e lo stesso filosofo, condannano comunque qualsiasi uso e non solo l'abuso delle arti divinatorie e previsionali. Ma questo, ovviamente è un  altro discorso.

Sisto V, nato Felice Peretti. 
Il pensiero di San Tommaso sarà di rifermento per la Regole dell'Index 
 e per la stessa Bolla emanata da Sisto V


giovedì 6 marzo 2014

Vertex Toro



Il Vertex come esperienza contiene un recupero delle cose naturali, del lasciarsi andare ai cicli biologici del corpo, della giornata, della vita stessa (osservare sempre la posizione del Sole, di Venere nella carta Radix e in quella derivata Vertex ascendente). L’esperienza-evento descritta potrebbe essere quella del consolidamento delle sicurezze materiali e sentimentali, senza essere “isolato” o troppo dipendente dal mondo profano fatto di economia, bollette e conto corrente. Il soggetto con questo Vertex potrebbe rendersi conto che è importante stabilire dei punti fermi e sicuri da cui partire per un progetto personale di emancipazione, autonomia e indipendenza. Da questo punto di vista il Vertex in Toro ti mette le ali! Cioè propone uno sguardo “fuori” dal mondo.



Il toro, tuttavia potrebbe anche spingere ad una esperienza di consumo delle energie a tal punto che il soggetto potrebbe divenire dipendente da esse. Per cui bisogna valutare l’aspetto edonistico e a volte distruttivo dell’esperienza-evento

Nel quadro psicologico descritto da Baldini, siamo nel Disturbo dell’evitamento, tentativo di emancipazione della persona, ma nella direzione di isolamento totale e chiuso: Venere è il pianeta della relazione, del sentimento e del contatto.

Il Disturbo di evitamento è un Cluster C, condotta basata sul narcisismo, egocentrismo, senso di inferiorità, bisogno di consenso altrui. Si tratta di un ulteriore sviluppo del tema arietino, dove il Toro esprime un ulteriore di stanziamento con la relazione perché è la stessa gente che lo rifiuta o lo critica. Prevalgono sentimenti di inadeguatezza, inibizione sociale, ipersensibilità dei giudizi, confermando che i segni collegati a Venere (Toro e Bilancia) sono legati in questo ambito ad una forte dipendenza dal mondo esterno.

 Il minotauro espressione degli istinti da integrare.

Le cause di questo atteggiamento psicologico non sono chiaramente definite. Si risale al disturbo di ansia durante l’infanzia, esperienza di inibizione comportamentale con una predisposizione del temperamento versata alla timidezza. Come pure un eccesso di critica da parte dei genitori che ha formato l’esperienza del soggetto. Da un punto di vista astrologico significa osservare gli aspetti lesi del Vertex. L’osservazione della condizione di Venere e dei suoi aspetti ci fornisce qualcosa sulle cause e sull’esperienza che lo ha potuto generare. Com’è importante analizzare il tema genitoriale dell’asse IV-X che fornisce il modo in cui il soggetto percepisce le figure della famiglia.



 Il glifo di Venere descrive secondo la simbologia alchemica e astrologica
lo Spirito (cerchio) sopra la Materia (Croce). Sia che la bilancia che il toro condivisono 
la funzione di evoluzione elevazione di Venere.


I rapporti stessi, evidentemente anche di contatto, provocano una reazione immediata di allontanamento, la gente di mi rifiuta, mi critica, generando una costante fuga dalle relazioni e dalla società (inibito, ansioso).

È l’atteggiamento di chi evita il lavoro, il contatto, che si definisce incapace, inadeguato, e di essere rifiutato. Questo fatto del Toro, che tradizionalmente viene associato alle entrate economiche, al mestiere, alla protezione in analogia della seconda casa, diventa certamente un indizio importante su cui lavorare. Le responsabilità sono pericolose perché soggette ad un possibile giudizio che la persona non vuole subire. In casi di diagnosi differenziale poi si registrano fobia sociale o agorafobia, attacchi di panico e una forte dipendenza dal contesto in cui si vive. L’ambiente e l’adattamento sono evidentemente importante per via del valore proposto dallo Scorpione segno complementare del Toro, che tradizionalmente descrive l’approccio all’ambiente in cui il soggetto nasce (si tratta dell’antivertex).

I soggetti con l’atteggiamento evitante non si uniscono con il gruppo sociale, lavorativo o scolastico: «Tendono ad essere timidi, quieti, inibiti e “invisibili”, per timore che qualsiasi attenzione sia umiliante o rifiutante». Si tratta di una classificazione che Lowen pone nell’orale: io timido, triste, insicuro, dipendente per cui prevale una definizione di Se, per quanto inverosimile, degradante e sottostimata (alta serotonina è l’indice biologico dell’evitamento, ma anche alto cortisolo/paura, basso GABA/ansia).

La configurazione risolta propone un atteggiamento amorevole, buono e protettivo, tutto quello che evidentemente possiamo trovare in una Venere non afflitta e un Toro emancipato (il sentimento della Grande Madre, accudimento, sicurezze fisiche e materiali). Anche in questo caso non si può generalizzare ed è necessario osservare tutto il tema nel suo complesso.





Vertex in Toro, V casa
Il senso dell’esperienza-evento è descritto dall’intervento della natura e della stessa creatività nella vita del soggetto: un artista, un agricoltore, qualcuno che forgia con la sua sapienza, gli stessi elementi della natura. Qualcosa di stabile rafforza le labili certezze del soggetto. Dunque si tratta di un incontro con un riferimento psicologico formativo davvero importante.

Una delle parole chiave è la fertilità (Toro quinta casa). Un incontro-evento, dunque, che produce senso, valore sentimentale, potenzialità creative. Si tratta di basi psicologiche che possono invogliare il soggetto ad intraprendere cambiamenti significativi riguardo alla propria vita sociale e interiore, ma soprattutto sentimentale. Inizia un nuovo hobby, una nuova frequentazione fuori città, una relazione amorosa, passatempi legati alla natura.

Il Vertex porta “fuori” e spezza le catene del soggetto. Esprime una emancipazione delle forze istintive e caratteriali che in altro modo fanno resistenza alla relazione. Con un risultato importante, poiché il soggetto potrebbe comprendere l’importanza e la libertà di esprimere il suo potenziale creativo. L’Arte in tutte le sue manifestazioni (dalla pittura alla scrittura per arrivare all’allestimento di fiori e giardini che potrebbero divenire l’esperienza evolutiva proposta).

Molto di questo Vertex è poi inevitabilmente legato al denaro, al Potere conquistato, alla gestione delle ricchezze confermando l’esperienza-evento dell’asse Toro/Scorpione.



Ruperd Murdoch, Vertex Toro di V, trigono a Saturno nell'ascendente Capricono.

Esiste, in oltre, una ricerca di sicurezza: significa che la persona comprende l’importanza di esprimere se stesso attraverso un lavoro nuovo, un nuovo modo di fare il proprio mestiere e di arrivare a guadagnare il suo denaro nelle forme che più gli assomigliano (un transito o una progressione potrebbe anche descrivere un cambio di lavoro, magari più “artistico”, per esempio). 
Se al contrario il soggetto non trova il senso dell’esperienza-evento una delle condotte da osservare è la chiusura ad oltranza (evitamento, isolamento sostenuti da aspetti negativi come per esempio un Saturno al Vertex o una Venere/Scorpione opposta allo stesso Vertex). Si potrebbe delineare un quadro psicosomatico importante che potrebbe portare ad un tracollo psicologico e biologico assolutamente da non trascurare. Il Vertex, come un tappo che ferma le energie interiori, può essere “stappato” liberando molti condizionamenti interiori.


La carta di Mandela mostra un tema derivato (Vertex-ascendente) 
che pone il sole in Terza casa Cancro. 
La famiglia e la sua riorganizzazione con i “fratelli”.


Nelson Mandela ha un interessante Vertex in questa posizione. Il punto è in quadratura con Saturno e Mercurio IX leone e opposto con tolleranza 5° alla Luna, quasi in XII.

La libertà e il movimento del soggetto sono assolutamente condizionati. La ricerca di una stabilità e di una libera espressione sono osteggiati dal poter pensare liberamente (Mercurio) e dalla lotta sociale e politica (Saturno). Il cattivo aspetto con Saturno descrive secondo la letteratura propriamente lotta politica, sforzi per trovare il proprio ruolo. E l’aspetto con Mercurio porta un condizionamento anche con il contesto famigliari da cui si proviene (fratelli, coetanei). Tuttavia sarei più disposto a valutare Mercurio come lotta contro una certa “mentalità” vigente (Leone) e contro un Sistema Pensiero da rifondare.

L’opposizione della Luna/Scorpione, sul piano psicologico porta ad una lotta con il proprio istinto di conservazione, una sfida importante che attraversa molti uomini che hanno costruito la loro evoluzione. Ma questo porta non pochi problemi con la Storia, le masse e probabilmente con la stessa famiglia di origine (Mandela ha contestato  molti valori, non solo quelli della ghettizzazione razziale ma anche quelli della sua tradizione). L’opposizione alla Luna descrive indica che il soggetto può portare aiuto agli altri, alla gente (valore di massa per la Luna) in una condizione di Potere (Scorpione XII).




Vertex in Toro, VI casa

La posizione contiene elementi simbolici: la terra, la natura, la pulizia, il lavoro. È probabile che l’esperienza-evento di questo Vertex descriva il contatto con il lavoro e una stabilità da raggiungere. Si tratta di professioni legate alla terra, alla bellezza, alla sensualità, nel tentativo, probabilmente di recuperare un contatto tout court con la Natura. Un agricoltore, un cuoco, un imprenditore agricolo, un naturopata. Il tema è quello del lavoro e del giusto ruolo all’interno di un sistema produttivo (valori dell’organizzazione della VI). Qui il vertex fa mettere i piedi a terra, e organizzare concretamente il proprio contributo alla vita.

Ovviamente bisogna anche osservare il grado d’isolamento del soggetto – disturbo evitante appunto – aspetti che si possono eventualmente rintracciare nella carta e che possono essere potenziati proprio dalla chiusura in un ambiente agricolo lontano dalla modernità!

Il senso del dovere proposto come evento potrebbe restringere l’edonismo del Toro, portandolo in una giusta collocazione sociale: appunto il ruolo/mestiere e il “giusto raccolto”. O al contrario, se confermato dal tema astrologico, il Toro/dovere potrebbe incontrare l’evasione, la sensualità come alleggerimento della propria chiusura. È molto probabile che il Vertex sia portatore di “praticità”, come l’artigianato che offre una conoscenza tecnica: un mestiere nuovo, un nuovo pensiero, nuovi modi di realizzare un prodotto. Qui il Vertex propone dunque anche un nuovo impiego e un nuovo bagaglio tecnico.

In casi problematici potrebbero essere confermati problemi di entrate di denaro: un aiuto finanziario, una somma di denaro, un benefattore contribuiscono alla soluzione. Una figura solida e sicura aiuta il soggetto a gestire le energie fisiche ed economiche. Donazioni. Chiarimento. Nuova idea della propria produzione personale, psicologica e lavorativa.




Vertex in Toro, VII casa
È probabile che il Vertex porti ad un incontro fondamentale della propria vita: un matrimonio, un’unione che rimarrà sempre nel sentimento, un accordo che determina l’esito della vita, il contatto con piani sensibili ed elevati dell’Arte.
La configurazione va sempre analizzata nel suo complesso. Il rischio dell’isolamento/Toro è connesso al modo di sentire e concepire la relazione con la VII casa, per cui bisogna capire quale predisposizione prevale e da quale background si proviene.

Le relazioni possono essere instabili; qui il Vertex “regala” sicurezze e stabilità con un incontro-evento determinante. Oppure, potremmo trovare una persona gelosa, possessiva che in questa situazione trova il modo per riequilibrare le sue attenzioni al partner. In casi di un Vertex “bloccante” potremmo trovare una esperienza che apre e permette al soggetto di riconoscersi anche attraverso gli altri (Vertex in aspetto con Luna o Giove). Oppure, il soggetto può sviluppare una dipendenza dagli altri. O avere un contatto estenuante con un debito – di natura affettiva e monetaria – da incontrare poi una soluzione improvvisa (osservare sempre il tema completo, Direzioni e Rivoluzioni).

Il riflesso condizionato dell’evitamento, se pur attenuato indica qualcosa sul non essere capito e nella mancanza di accettazione anche di se stesso (asse relazionale chiede qui di analizzare i pianeti in aspetto alla prima e settima casa).

L’esperienza del Vertex produce dunque un ridimensionamento delle aspettative del soggetto e una definizione del proprio ruolo. E, al contempo, un ampliamento delle prospettive intellettuali e sentimentali (valore Venere da osservare).

Si tratta del punto di Roman Polansky (trigono al Sole e quadrato a Mercurio), di Herman Hesse (congiunto a Nettuno) o dell’ultimo cospirazionista e meno noto David Icke, o di John Kennedy (congiunto a Marte quadrato a Lilith)! A mio avviso il dato in comune riguarda il loro rapporto con il mondo esterno e le relative difficoltà di trovare una posizione “normale” nel mondo, un ruolo accettato per quello che loro vogliono fare. Piuttosto sembrano essere portati ad “uscire” dalla convenzione sociale e dalla prospettiva di cambiamento che voglio offrire. Condizione paradossalmente più elevata di quello stesso isolamento/evitamento che riguarda il segno. E forse una sua evoluzione.


Il tema di Kennedy mostra un importante e debilitante Vertex, quasi 
in VIII, congiunto a Marte, quadrato a Liliht e Urano. 
Venere è posta in VIII casa.  La carta derivata del Vertex
pone il sole del presidente in prima casa con uno stelliun considerevole.





Vertex in Toro, VIII casa
In questa posizione il Toro si trova esattamente all’opposto del suo luogo naturale in analogia con la seconda casa. Per cui, ci troviamo di fronte ad una configurazione particolare, delicata. Il Vertex potrebbe descrivere esperienze proprie dell’asse Toro/Scorpione basato su pulsioni emotive e sessuali, sul bisogno di ricchezza e sul consolidamento delle proprie sicurezze materiali e psicologiche. Istinto e sicurezza combattono una antica guerra psicologica. Dunque, un luogo di trasformazione molto importante, un punto che può portare a trascendere tutta la materia e dirigerla verso una comprensione più alta. O al contrario, un punto che esprime il forte desiderio edonistico e istintivo del soggetto (è sempre necessario osservare pianeti ed aspetti).

La persona potrebbe incontrare un alchimista, un iniziato, un falegname dall’antica sapienza (il mito di Giuseppe e le sue funzioni simboliche). Tuttavia questa consapevolezza parte da una conoscenza sempre concreta e precisa che offre l’esperienza del radicamento e della concretezza. Costruendo e partendo da una piattaforma solida può iniziare ad osservare il cielo.

L’incontro potrebbe descrivere un’esperienza che vuole portare il soggetto ad osservare il lato nascosto delle cose, il piano diverso, o quello spirituale, per cui potrebbero entrano personaggi che ribaltano la prospettiva.

Potrebbe esserci anche un’ostinazione nel comprendere l’argomento religioso o spirituale, un’oltranza a rimanere nella gestione delle cose materiali, una militanza ideologica incontrovertibile. Il contatto con una persona ricca, un benefattore o uno speculatore potrebbe rafforzare il punto di vista materialista. In effetti, il Vertex offre il contatto con ricchezze, gestione, luogo dove girano anche soldi e questo potrebbe divenire l’esperienza-senso (ricchezza materiale e quella interiore vanno di pari passo con questo vertex). Tuttavia troviamo colui che viene a contatto con la gestione politica e sociale della storia e che viene convalidato dalla posizione della VIII casa.


Il tema di De Gualle ostr un Verte x di VIII (funzione Potere)
 opposto a Mercurio e Sole e quadrata a Lilith




Certo è che l’attaccamento del Toro richiede un lavoro anche psicoanalitico, di terapia, di eliminazione-trasformazione delle scorie psichiche ed emotive. Un contatto dunque importante.

Il Vertex come esperienza della VIII rimanda anche alla morte, alla sua valutazione, al confronto con la perdita, La morte esiste. E dunque attraverso questa esperienza si consolida una consapevolezza più alta e distaccata. O al contrario devastante se non sostenuto dalla comprensione. Si viene a contatto con il proprio destino, nella partecipazione al processo della Natura e quello Psicologico. E forse niente esprime questa tematica in modo più profondo che il Vertex del regista Bergman, nelle sue profonde analisi esistenziali, psicologiche (la coppia, l’affettività e le pulsioni) ed infine propriamente spirituali.



 Il Settimo Sigillo, tra i più noti film del regista dove il protagonista 
si trova a dialogare con la Morte! 
Nel film in oltre è espressa l'idea della fine dei tempi e del Giudizio di Dio.



 Il Vertex del regista è posto in VIII casa in quadratura con Urano. Venere in VIII sull'asse nodale. 
Il tema spirituale e psicoanalitico, con una probabile resistenza alla trasformazione e all'adattamento 
è a mio avviso espresso anche da questo Vertex.