martedì 24 gennaio 2012

Marsilio Ficino (3)






Firenze diventa un centro importante per lo gnosticismo europeo e per il pensiero neoplatonico.  Il Corpus è oggi conservato alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze.



Il punto di svolta per questa vicenda avviene nel 1460 quando Cosimo de Medici commissiona a Marsilio Ficino la traduzione dei quattordici libri (Primander) del Corpus Hermeticum, importato in Italia dal monaco Leonardo da Pistoia. Il lavoro viene completato nell’aprile del 1463. Il riconoscimento al filosofo, fu determinante per tutta la cultura italiana. Marsilio riceve in dono la villa di Careggi, luogo di ritrovo per l’Accademia Platonica, dove intellettuali, pittori e letterati che ad ogni 7 novembre celebravano la nascita del filosofo greco.

Natalizi e parentali di Platone (1862), celebrati nella Villa di Careggi da Lorenzo il Magnifico. Luigi Mussini



Sotto l’energie scorpioniche quindi. Quelle dell’Accademia; quelle della nascita di Platone e della sua gnosi; quelle della nascita di Marsilio Ficino (28 ottobre 1433 per alcuni e 19 ottobre dello stesso anno, per altri).

 Questo simbolo astrologico che racchiude le forze creative del profondo, quelle magiche dell’intuito e della trasformazione alchemica della psiche. L’ottava casa e lo scorpione è ricordata da Paolo Crimaldi come l’atanor del tema natale. In effetti in esso, secondo la tradizione astrologica, si ritrovano i residui del passato personale e generazionale, gli attaccamenti, è il luogo oscuro, umido e “sporco” per la raffinazione dell’anima, come ricorda James Hillman riguardo allo stesso Ficino (argomento che ritornerà più avanti).


Tavola II - Scorpius - Firmamentum Sobiescianum, sive uranographia - Prodromus Astronomiae - 1690



Il Corpus Hermeticum riporta le principali dottrine gnostiche riguardo alla cosmogenesi dell’Universo in perfetta sovrapposizione alle altre tradizioni. La creazione dell'Uomo, l'innamoramento di Dio per questa sua creatura, e dell’ascesa di quest’ultimo a Dio. La creazione di un Demiurgo, un tecnico, diremo, responsabile dei Sette Governatori (le Sfere Celesti già trattate dal pensiero gnostico di Pitagora), altrimenti conosciuti come pianeti.

L'uomo è per tanto duale. Naturale, che subisce l’influenza cosmica e Immortale, esente da ogni condizionamento, tutt’uno con Dio e Natura. Ed è questa l’idea centrale che accompagna il lavoro di Ficino, I pianeti.

Una delle prime prove è dunque riconoscere questo dualismo e la possibilità da esso offerto. Stare nelle spinte; o sottrarsi al gioco cosmico.   

Franchino Gaffurio: Practica musice, 1496


L’umanità è in contatto con i demoni planetari. Questa è l’idea di Ficino, come riporta Thomas Moore. La parte naturale dell’essere umano è però in contatto con quella eterna attraverso l’Eros (vibrazione). E questo avviene per mezzo di una facoltà non propriamente fisica o fisiologica quanto con un istinto intelligente che si definisce Anima. Tutti i moti dell’anima vengono dall’eros.

È un concetto fondamentale che non deve essere preso troppo alla leggera poiché costituisce la base portante del pensiero ficiano e al contempo fornisce una primissima base per comprendere il meccanismo naturale dell'influenza degli astri sulla Naturno e sul corpo dell’essere umano. Poiche Ficino è in primo luogo filosofo e medico. Egli ricorda che a subire gli influssi planetari è l’uomo naturale attraverso la sua condotta terrena e fisica. L’uomo essenziale, al contrario, costituisce la parte non condizionata o esente dalla azione gravitazionale "sottile" dei pianeti.

Il campo elettrodebole come ricorda la ricercatrice Giuliana Conforto, che passando attraverso il mito di Psiche ed Eros, la pista video e la pista audio della matrice cosmica, recupera questo sapere antico. Ergo è la musica, la vibrazione la parte più sensibile del sentire umano (Il Gioco Cosmico, Giuliana Conforto, Macro Edizioni).

L’essere umano non è destinato a subire l’influsso esterno e il condizionamento del Mondo naturale. Poiché conserva una parte per così dire “alta” che è posta allo stesso livello del Creatore. Non è costretto alla “compulsione astrologica” e ne a restare alla mercè di questi Governatori (Arconti).

E qui si stabilisce una prima strana relazione all’interno dell’intelletto umano. La vita dell’anima, questa predisposizione a trascendere il proprio personaggio terrestre, entra in collisione con la vita stessa. Sembra una spinta innaturale, l’opus contra naturam. La mente intellettiva cerca oggetti, desidera. E guarda con sospetto le pretese dell’anima. Poiché, questa mente, quella dell’uomo naturale, vive sotto la pressione dell’arconte, considerando questa pressurizzazione come naturale. Mentre l'anima, ascoltando la Musica, e captando l'irrazionale, Eros, cerca il compimento con il mondo dello Spirito.

E qui prende avvio un altro concetto importante. Lo Spirito in Ficino è proprimente il soffio dell'Universo, il suono, la stessa musica. E' spirito un'architettura; una immagine; un suono; un quadro e i suoi significanti; e la stessa matrice degli astri, ciascun pianeta per uno Spirito precipuo.

Lo Spirito unisce l'uomo a Dio, mentre l'anima costituisce un contato tra corpo e mente nell'uomo. E questi circuiti, per usare una espressione poco consona alla filosofia ermetica, funzionano secondo questa stessa circolarità, collaborando al progetto dell'Universo. Lo Spirito sta al Cosmo, come l'Anima al Corpo.

Dunque qui anima è una facoltà del movimento, del contatto al tutto, ascolto della Musica Totale. Tale facoltà diventa il centro della filosofia ficiana e distante dalla teologica cristiana. La "teologia poetica" di Ficino (espressione di Pico della Mirandola) è in primo luogo una psicologia poetica, una “psicopoetica”. In largo anticipo con lo studio psicologico inaugurato da Freud, Ficino pone inizio all’indagine interiore, all’immagine degli astri che in primo luogo, come un riflesso armonico, vive dentro la coscienza umana. Dunque a ragione Thomas Moore parla di Pianeti Interiori e di costellazioni interiori. I pianeti, gli dei, sono aspetti dell’anima, che si annidano nel profondo e pretendono attenzione. Questi campi attrattori definiscono per tanto la vita della coscienza in relazione al sottile, all’emotivo, all’ombra molto più di quanto si creda. E l’anima, da parte sua, conosce il molteplice, i mille colori dell'universo, e si nutre di queste figure, passando attraverso il gioco estetico, la memoria, l’immaginazione, la musica.

E qui emerge il Ficino psicologo. Bisogna avvicinarsi all’immaginazione per conoscere la sua proiezione, l’oggetto attrattore, da poterlo osservare rischiando di apparire pazzi ai noi stessi e alle convenzioni del tempo. Ficino è medico del corpo poiché è in primo luogo osservatore dei moti dell’anima. La vicinanza con il mondo estetico, quindi, diventa il modo di decriptazione di questo codice, il codice dell’anima per usare un’altra espressione di Hillman, per lasciarlo vivere dentro di se, come immagini di un sogno. 

Anche da questo, l’incontro di se con se stesso, può essere percepito come Eros (si pensi alla figura alchemica dell'Androgino Rebis), o energie libidiche primordiali, che avvicinano all’esperienza mistica vista con molto sospetto dalla stessa teologia cristiana e della Patristica. Da questo, la conoscenza di se, e nel modo di realizzarla, si delinea la base di una filosofia, agli occhi dello stessa teologia cristiana, eretica e incompatibile con il credo delle Scritture.  
Nutrire ed educare l’immaginazione può divenire un atto assolutamente proibito. Anche perchè il Demiurgo, creatore dei Cieli, altro non sarebbe che il Demonio (il secondo creatore...).



Thomas Moore, Pianeti interiori. L'astrologia psicologica di Marsilio Ficino, Moretti e Vitali


(Continua 4...)

2 commenti:

  1. Usate parolone ermetiche,tipico di chi nella sua ignoranza(ignorare)crede(credenza)che leggere qualche libro(scritto)e magari comprenderlo,basti per far di lui una persona più intelligente(superiore ad altre) tanto da cadere nell'errore più buio,accecati dalla luce di un libro che mostra qualche trucchetto (superbia).Tipico comportamento umano,quello di volersi sentire "speciali" a tutti i costi. l'ermetismo è a mio parere solo un linguaggio occultato(logos) creato per distinguersi dagli altri. Per quanto riguarda la parolona"GRANDE OPERA" in reatà si riferisce all SAOR OPRA ROAS.

    RispondiElimina
  2. Scuserà certo la mia osservarzione: ma lei ha letto il libro in questione?

    RispondiElimina