lunedì 30 gennaio 2012

Marsilio Ficino (5) Diventare Celesti


Diventare più celesti. Si tratta di un’espressione molto particolare che sembra scricchiolare sul sistema ficiano. Ma come, l’uomo potrebbe liberarsi dall’influsso dei demoni, affiancandosi al furore di Marte o della Grazia di Venere?

Non propriamente.
Per Ficino è importante che l’intelletto umano, la mente, la vita stessa possa realizzare il  contatto con le cose dello Spirito e le spinte autentiche dell’Anima, distanti e sotterranee alla vita normale. Questo contatto avviene attraverso un’apertura al linguaggio dell’arte, tramite la forza dell’immaginazione, al sentire del cuore, l’estetica stessa,. Arte, pittura, musica. E aggiungiamo i sapori, la terra, gli elementi stessi del mondo naturale, acqua, aria, fuoco. 




 La tavola degli elementi ha una tradizione molto antica 
che trova una sua prima espressione nelle opere di Empedocle
e nelle opere di Aristotele

Viridarium chymicum, Francoforte 1624
 I quattro elementi rappresentati da Daniel Stolcius
(fisico e alchimista alla corte dell'imperatore Rodolfo II)


Lo spirito e l’anima sono il veicolo per il molteplice altrimenti represso o limitato alle condizioni di vita materiale e alla sua contingenza esistenziale. Elevandosi al “non argomento”, disinteressato all’oggetto, l’individuo risuona in modo originario e autentico. La mente umana può cogliere l’infinito e l’eternità stessa come un sentimento nuovo e assolutamente trascendentale. Non si sta esponendo l’uomo al pensiero mistico dell’estasi di Plotino. E questo è evidentemente una strada anche pericolosa poiché la Chiesa non prevede nella sua Theologia la possibilità di conciliare l’infinito se non attraverso una struttura, la Madre Chiesa appunto, e attraverso il Dio Cristiano. La vicenda di Giordano Bruno è purtroppo nota a tutti.

Dunque non esiste contraddizione. Eludendo le spinte planetarie, il loro programma psicologico e comportamentale, l’individuo trascende le disposizioni astrali, per divenire egli stesso coscienza tra “celeste”, incarnandone perfino le qualità. Poiché la stessa sostanza di cui sono fatte le energie planetarie, elevano o schiacciano l’individuo a seconda della disposizione d’animo. Diventare più celesti significa stare nelle emanazioni dello Spirito che trova  una fonte nell’essere umano, ovvero dentro l’Anima. I pianeti interiori.


E Ficino spiega anche come, secondo Moore. La persona può toccare il molteplice attraverso il contatto con la sua immaginazione che altro non sarebbe che la facoltà dell’anima (è importante osservare questo punto che la storia della filosofia ritroverà in tutto il pensiero Kantiano e nella Filosofia del Giudizio). “I pianeti, i segni, le case e gli aspetti dell’astrologia tecnica sono soltanto un mezzo per immaginare le molteplici sfaccettature della psiche”, ricorda Thomas Moore. Per cui il punto essenziale non è raggiungere uno stato alterato e trascendentale; e ne abbandonare la materia grezza con i suoi impegni diurni; il punto semmai è collegare il quotidiano con il piano profondo di questa stessa immaginazione, ovvero gli “spiriti” dell’arte, dei sogni, dell’alchimia, della religione e della psicologia stessa. Anima e vita quotidiana possono entrare in contatto e compiere un’opera importantissima. Quella della conoscenza di se; e della coscienza del tutto.


Per fare connessioni è necessario coltivare la facoltà “negletta” eppure così potente appunto l’immaginazione. Essa penetra la superficie degli eventi, coglie il cuore, l’essenza che le parole molto spesso non possono esplicitare. Siamo nel mezzo di una tempesta estetica. Il viaggio dentro di se. E il contatto con le proprie forze autentiche. Quelle in alto; e quelle dentro, come recita il secondo dei dodici passi della Tavola Smeraldina.




giovedì 26 gennaio 2012

Marsilio Ficino (4) l'Anima

«I corpi celesti non sono da cercare in alcun luogo esterno a noi: il cielo, infatti, è tutto dentro di noi, che abbiamo in noi il vigore del fuoco, e origine celeste» (Humanitatis).
Dunque è questa prospettiva interiore che l’essere umano deve toccare per conoscere la propria anima. Anima è quello che rende propriamente "umani", che contiene tutto il nostro esistere, ricco di sfumature, di imperfezioni, e di talenti. L’anima è movimento interiore, la cui vibrazione attraversa tutti i campi. E soprattutto, come ricordano Moore ed Hillman, è nel basso, fuori dalla testa, nello stomaco dove gli elementi sono assorbiti, digeriti, scartati e trasformati (immagine scorpionica, che si riferisce in letteratura alla parte finale dell’intestino e alla funzione escretoria).

Tutto questo ci porta nel viaggio labirintico dell’anima, la sua scomposizione, la sua decomposizione, i tragitti, proprio come il mestiere di vivere. Ancora una volta incontriamo la forma e l'immagine della “M” che strruttura il glifo Vergine-Scorpione e che ci parla delle due funzioni uguali e contrarie; l’una rivolta a se stessa e l’altra verso l’esterno. Le due direzioni psichiche. Il dentro e il fuori.

E ci sarebbe anche la Mem ebraica ben impressa nella carta numero 13, la morte che spezza, divide e taglia, con la secolare falce le parti non utili lasciando in vita la testa dei "reali" nel disegno di Oswald Whirt.


  Lo Scorpione, porta il suo movimento verso l'esterno, volendo realizzare la relazione e sentire. Intestino crasso.
La Vergine contiene il movimento verso l'interiorità, portanto la concentrazione all'interno (analisi razionale).  Intestino tenue. Entrambi i segni possono essere visti anche come l'elica del Dna con due funzione opposte e complementari.
I due segni e le due case (VI e VIII) indicano nell'astrologia vedica due delicati punti karmici. 

Una parte di anima, si diceva prima, è nell’esperienza dell’umido, nello sporco, luogo in cui l’energia “proibita”, la sessualità, convoglia tutta la sua attenzione nei fluidi del piacere e nelle relazione intima (ancora la potenza dello Scorpione che indica i stessi organi genitali). L'anima vuole fare esperienza anche e soprattutto del "basso".

Esiste una lunga tradizione astrologica, a mio avviso fin troppo letteraria, che individua l’anima con il Sole. C'è chi rappresenta l’anima  con la Luna, indicando lo Spirito con il Sole (Jean Paul Labrousse, Astrologia Spirituale, Jupiter 1991).

O addirittura esiste l’astrologia transpersonale di Alice Bailey, la quale sostiene, attraverso una strana riforma dell’astrologia, di leggere il tema dell’Anima nell'ascendente (da qui i "compiti" e la "missione" che essa avrebbe!). Molto più convincente ed efficace in sede di analisi astrologica il punto di anima descritto da Liz Greene in tema si Sinastria nella coincidenza di pianeti maschili e femminili, luogo in cui la parti si toccano, si completano, si integrano. Ma si tratta di un piano secondario e piuttosto tecnico.



Ora il punto è questo: anima, secondo Ficino, è molto cose, anche queste righe che scrivo, o il mio personale dissenso per l'astrologia trasnperonale, l'incantevole quadro di Kandinsky, o i tratti casuali sul foglio di carta, mentre parlo con qualcuno. E di sicuro, Anima non è soltanto questa o quella astrologia con i suoi sistemi misteriosi dettati da qualche guru trapassato a miglior vita. E ne si tratta di identificarla in un pianeta di un punto preciso del tema.

Questo fatto è importante e deve far riflettere tutti coloro che vogliono avvicinarsi all’astrologia per comprenderne il “suono” e scoprire la musica che essa diffonde. Anima, non è quel pianeta o quel segno in particolare, ma una nostra attitudine, un centro di gravità personalissimo, qualcosa che soggettivamente, in base anche alla struttura simbolica del grafico natale, diviene preponderante. Tutto il tema natale è animico!

Nell’analisi astrologica, mi sono accorto troppo spesso che esiste una configurazione peculiare della persona che rende quel tratto tanto unico quanto magnetico. Tanto dirompente quanto accattivante. Li, allora è possibile trovare il carattere distintivo della persona, un’emozione che finisce per percorrere quella strada. Li è possibile trovare Anima. Con una energia assolutamente unica e senza vincoli morali.


L’anima non è in alto, nell’Empireo, insieme a Giove e la Corte Reale! Tutt’altro. L’anima è in basso, nel profondo buio, nel’attesa di Demetra per sua figlia Persefone rapita nell’Ade; nel viaggio di Orfeo; nell’inferno dantesco. L’anima vive nell’oscurità, dove per incontrarla bisogna essere disposti a lasciare l’argomento razionale, le certezze. Solo così, possiamo sentire in noi, quello che spesso ignoriamo o al peggio mettiamo nella pattumiera psichica. È una idea molto potente che anticipa la funzione inconscia dell’essere umano che ben si accorda con le moderne teorie del sogno e del linguaggio simbolico che esso propone. Anche questo elemento, poi, non puo essere dimenticato. Il viaggio interiore, come il buio, come la notte, come l’Inferno chiede di “morire” e conseguentemente, riconosciuta la nostra immagine reale, rinascere. Ancora un fortissimo contatto con le valenze psicologiche dello Scorpione, che dunque, non può più essere un caso. Questo valore archetipico sarà analizzato più avanti. La forza dell’anima chiede di penetrare la superficie e andare in fondo. È nel fondo, a grattare il barile, e vedere quello che rimane sotto le altre superfici. La stessa anima è attivata, diremo, dall’immaginazione dell’individuo, dall’estro creativo, che pure si riferisce ad essa. Ecco perché Ficino si raccomanda come medico psicologico di frequentare luoghi di Spirito e di Anima, perché li si evidenziano i significanti che formano l’immaginazione stessa; poiché qui esiste la simpatia elementale dei colori, dei suoni, del sogno.  La fantasia restituisce la vita. Ed essa come un quadro personalissimo indica il valore di una certa esperienza, la nostra reale emozione, l’intenzione nascosta in ogni fatto che facciamo. 

La psicopoetica di Ficino è quindi altamente psicoanalitica e richiede uno sforzo di autosservazione. Poiche proprio percependo l’intenzione sotto questi stessi atti, noi cogliamo la profondità reale della nostra fantasia che altro non sarebbe che il verbo segreto della nostra anima. Non solo. Ma con questa consapevolezza, tutto, anche le cose scontate e comuni assumono un valore fondamentale. Il rispetto revente di tutte le cose. In questa profondità, anima, produce un senso importante di dignità umana, e riammette la sacralità delle cose comuni.

L’aspetto davvero importante, allora diviene l’emozione che “move”. Comprendere questa emozione significa capire le fantasie che conteniamo mentre proviamo una data cosa. Questa capacità di osservazione e di percezione è già essa stessa avvicinamento all’anima. Non si tratta più di ricerca le virtù e di compiere peccati. Si tratta di riconoscere le nostre immagini interiori. L’uomo di Ficino non deve attendere la Grazia Divina per essere salvato dalla dannazione; poiché la stessa discesa negli inferi costituisce l’esperienza sensibile dell’anima e delle sue mille sfaccettature da cogliere. L'essere umano non deve cercare il Sacro e la Salvezza; deve entrare nel suo labirinto e osservare le sue paure, e comprenderne la fantasia antica e interiore. Solo così, osservando la sua immaginazione, l'uomo tocca l'anima e si riprende ciò che davvero è suo.

martedì 24 gennaio 2012

Marsilio Ficino (3)






Firenze diventa un centro importante per lo gnosticismo europeo e per il pensiero neoplatonico.  Il Corpus è oggi conservato alla Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze.



Il punto di svolta per questa vicenda avviene nel 1460 quando Cosimo de Medici commissiona a Marsilio Ficino la traduzione dei quattordici libri (Primander) del Corpus Hermeticum, importato in Italia dal monaco Leonardo da Pistoia. Il lavoro viene completato nell’aprile del 1463. Il riconoscimento al filosofo, fu determinante per tutta la cultura italiana. Marsilio riceve in dono la villa di Careggi, luogo di ritrovo per l’Accademia Platonica, dove intellettuali, pittori e letterati che ad ogni 7 novembre celebravano la nascita del filosofo greco.

Natalizi e parentali di Platone (1862), celebrati nella Villa di Careggi da Lorenzo il Magnifico. Luigi Mussini



Sotto l’energie scorpioniche quindi. Quelle dell’Accademia; quelle della nascita di Platone e della sua gnosi; quelle della nascita di Marsilio Ficino (28 ottobre 1433 per alcuni e 19 ottobre dello stesso anno, per altri).

 Questo simbolo astrologico che racchiude le forze creative del profondo, quelle magiche dell’intuito e della trasformazione alchemica della psiche. L’ottava casa e lo scorpione è ricordata da Paolo Crimaldi come l’atanor del tema natale. In effetti in esso, secondo la tradizione astrologica, si ritrovano i residui del passato personale e generazionale, gli attaccamenti, è il luogo oscuro, umido e “sporco” per la raffinazione dell’anima, come ricorda James Hillman riguardo allo stesso Ficino (argomento che ritornerà più avanti).


Tavola II - Scorpius - Firmamentum Sobiescianum, sive uranographia - Prodromus Astronomiae - 1690



Il Corpus Hermeticum riporta le principali dottrine gnostiche riguardo alla cosmogenesi dell’Universo in perfetta sovrapposizione alle altre tradizioni. La creazione dell'Uomo, l'innamoramento di Dio per questa sua creatura, e dell’ascesa di quest’ultimo a Dio. La creazione di un Demiurgo, un tecnico, diremo, responsabile dei Sette Governatori (le Sfere Celesti già trattate dal pensiero gnostico di Pitagora), altrimenti conosciuti come pianeti.

L'uomo è per tanto duale. Naturale, che subisce l’influenza cosmica e Immortale, esente da ogni condizionamento, tutt’uno con Dio e Natura. Ed è questa l’idea centrale che accompagna il lavoro di Ficino, I pianeti.

Una delle prime prove è dunque riconoscere questo dualismo e la possibilità da esso offerto. Stare nelle spinte; o sottrarsi al gioco cosmico.   

Franchino Gaffurio: Practica musice, 1496


L’umanità è in contatto con i demoni planetari. Questa è l’idea di Ficino, come riporta Thomas Moore. La parte naturale dell’essere umano è però in contatto con quella eterna attraverso l’Eros (vibrazione). E questo avviene per mezzo di una facoltà non propriamente fisica o fisiologica quanto con un istinto intelligente che si definisce Anima. Tutti i moti dell’anima vengono dall’eros.

È un concetto fondamentale che non deve essere preso troppo alla leggera poiché costituisce la base portante del pensiero ficiano e al contempo fornisce una primissima base per comprendere il meccanismo naturale dell'influenza degli astri sulla Naturno e sul corpo dell’essere umano. Poiche Ficino è in primo luogo filosofo e medico. Egli ricorda che a subire gli influssi planetari è l’uomo naturale attraverso la sua condotta terrena e fisica. L’uomo essenziale, al contrario, costituisce la parte non condizionata o esente dalla azione gravitazionale "sottile" dei pianeti.

Il campo elettrodebole come ricorda la ricercatrice Giuliana Conforto, che passando attraverso il mito di Psiche ed Eros, la pista video e la pista audio della matrice cosmica, recupera questo sapere antico. Ergo è la musica, la vibrazione la parte più sensibile del sentire umano (Il Gioco Cosmico, Giuliana Conforto, Macro Edizioni).

L’essere umano non è destinato a subire l’influsso esterno e il condizionamento del Mondo naturale. Poiché conserva una parte per così dire “alta” che è posta allo stesso livello del Creatore. Non è costretto alla “compulsione astrologica” e ne a restare alla mercè di questi Governatori (Arconti).

E qui si stabilisce una prima strana relazione all’interno dell’intelletto umano. La vita dell’anima, questa predisposizione a trascendere il proprio personaggio terrestre, entra in collisione con la vita stessa. Sembra una spinta innaturale, l’opus contra naturam. La mente intellettiva cerca oggetti, desidera. E guarda con sospetto le pretese dell’anima. Poiché, questa mente, quella dell’uomo naturale, vive sotto la pressione dell’arconte, considerando questa pressurizzazione come naturale. Mentre l'anima, ascoltando la Musica, e captando l'irrazionale, Eros, cerca il compimento con il mondo dello Spirito.

E qui prende avvio un altro concetto importante. Lo Spirito in Ficino è proprimente il soffio dell'Universo, il suono, la stessa musica. E' spirito un'architettura; una immagine; un suono; un quadro e i suoi significanti; e la stessa matrice degli astri, ciascun pianeta per uno Spirito precipuo.

Lo Spirito unisce l'uomo a Dio, mentre l'anima costituisce un contato tra corpo e mente nell'uomo. E questi circuiti, per usare una espressione poco consona alla filosofia ermetica, funzionano secondo questa stessa circolarità, collaborando al progetto dell'Universo. Lo Spirito sta al Cosmo, come l'Anima al Corpo.

Dunque qui anima è una facoltà del movimento, del contatto al tutto, ascolto della Musica Totale. Tale facoltà diventa il centro della filosofia ficiana e distante dalla teologica cristiana. La "teologia poetica" di Ficino (espressione di Pico della Mirandola) è in primo luogo una psicologia poetica, una “psicopoetica”. In largo anticipo con lo studio psicologico inaugurato da Freud, Ficino pone inizio all’indagine interiore, all’immagine degli astri che in primo luogo, come un riflesso armonico, vive dentro la coscienza umana. Dunque a ragione Thomas Moore parla di Pianeti Interiori e di costellazioni interiori. I pianeti, gli dei, sono aspetti dell’anima, che si annidano nel profondo e pretendono attenzione. Questi campi attrattori definiscono per tanto la vita della coscienza in relazione al sottile, all’emotivo, all’ombra molto più di quanto si creda. E l’anima, da parte sua, conosce il molteplice, i mille colori dell'universo, e si nutre di queste figure, passando attraverso il gioco estetico, la memoria, l’immaginazione, la musica.

E qui emerge il Ficino psicologo. Bisogna avvicinarsi all’immaginazione per conoscere la sua proiezione, l’oggetto attrattore, da poterlo osservare rischiando di apparire pazzi ai noi stessi e alle convenzioni del tempo. Ficino è medico del corpo poiché è in primo luogo osservatore dei moti dell’anima. La vicinanza con il mondo estetico, quindi, diventa il modo di decriptazione di questo codice, il codice dell’anima per usare un’altra espressione di Hillman, per lasciarlo vivere dentro di se, come immagini di un sogno. 

Anche da questo, l’incontro di se con se stesso, può essere percepito come Eros (si pensi alla figura alchemica dell'Androgino Rebis), o energie libidiche primordiali, che avvicinano all’esperienza mistica vista con molto sospetto dalla stessa teologia cristiana e della Patristica. Da questo, la conoscenza di se, e nel modo di realizzarla, si delinea la base di una filosofia, agli occhi dello stessa teologia cristiana, eretica e incompatibile con il credo delle Scritture.  
Nutrire ed educare l’immaginazione può divenire un atto assolutamente proibito. Anche perchè il Demiurgo, creatore dei Cieli, altro non sarebbe che il Demonio (il secondo creatore...).



Thomas Moore, Pianeti interiori. L'astrologia psicologica di Marsilio Ficino, Moretti e Vitali


(Continua 4...)

lunedì 23 gennaio 2012

Marsilio Ficino (2)

Al centro di questa diatriba c’è appunto lo gnosticismo. Il suo tratto peculiare è quello di essere più antico di molte altre religioni; e di trovare un posto di rispetto accanto al primissimo Cristianesimo per riuscire più volte nella storia culturale europea e divenire ancora più preponderante con le scoperte di Nag Hammadi (Egitto 1945).



(Camille Flammarion, L'Atmosphere: Météorologie Populaire (Paris, 1888) 



Il problema per il Cristianesimo sembra essere molto serio. Innanzitutto deve confrontarsi con le correnti magico - astrologiche dell’Oriente, la qabbalah, l’ermetismo, il giudaismo alessandrino, la Filosofia Ellenistica, e tutta una serie di dottrine molto antiche che presentano dei forti contatti con il paganesimo e per questo giudicate eretiche.


Il complesso di queste dottrine ha turbato la riflessione teologica cristiana soprattutto per un’idea che pone in modo inammissibile l’uomo simile a Dio. Si tratta di un’affermazione molto forte che ha creato e crea tutt’ora non pochi malintesi e una serie di errori propriamente escatologici. Anche per quel relativismo secolare che si riferisce alla crisi del razionalismo di cui si è fatto testimone Papa Benedetto XIV (si osservi l'attacco politico e teologico che la Santa Romana Chiesa subirebbe, a suo dire, con i filoni letterari e cinematografici sul Sacro Graal).

Secondo le varie gnosi, il contatto spirituale è «un’illuminazione riservata a pochi iniziati, in virtù della quale, essi pervengono alla visione del divino e del vero e alla loro personale salvezza», (Enciclopedia Universale Garzantina, voce gnosticismo). Questo primo precetto, poi, si rafforza in senso anticristiano di fronte ad una conoscenza privilegiata esente dal curare la fede e dalle opere buone.

Un terzo elemento di distinzione è l’esasperato dualismo tra bene e male che a dire il vero è il carattere portante di tutte le religioni. Ma nello gnosticismo questo diviene più evidente a tal punto che si potrebbe rasentare, in alcuni casi propriamente blasfemi, la dissoluzione del quotidiano, attraverso la lussuria e il godimento per coltivare al contempo una vita spirituale. Ma non è così che funziona e qui la teologia cristiana, quella dell’osservazione dei sacramenti e della parola dei Vangeli, ha probabilmente più di una ragione. Soprattutto per chi pratica in modo mundano e profano la via spirituale, altrimenti conosciuta come eretica e al peggio satanica. Dunque, non si può essere mente spirituale continuando ad agire secondo un disegno casuale e arbitrario (è una questione che ritornerà più avanti). 

Diversamente, però, questo non avviene con Platone e il pensiero ermetico neoplatonico, che riaffiora in Europa nel pieno Rinascimento italiano, e dove nessuna condizione dogmatica descrive la lussuria e l’edonismo come carattere distintivo di questa corrente. Sia chiaro: non sto difendendo una corrente per attaccarne un'altra; semmai vorrei tentare di fare emergere il senso psicologico e percettivo che tale corrente, nella figura del filosofo Marsilio Ficino, il quale finisce per diventare un punto di riferimento intellettuale e letterario in tutta Europa.



La Scuola di Atene, Raffaello Sanzio, Stanza della Segnatura, Musei Vaticani 1509-1510 


La questione è la seguente: il rapporto tra Dio e Uomo e il tipo di contatto spirituale che può essere realizzato. E tutto dipende dalla forma del discorso o dal suo controllo (per usare un’espressione cara a Michel Foucault) e nelle intenzioni riposte in esso. E non perché il filosofo di Valdarno abbia scelto la lotta contro il Clero come missione. Tutt’altro: egli stesso ha tentato un discorso complesso e articolato con il Cristianesimo e di conciliazione con esso proprio attraverso il pensiero platonico e la Theologia Platonica (1482). Si è parlato a ragione di “cristianizzazione della magia”, e questo rende evidente il tentativo operato dal Ficino nel realizzare una religione dotta, il cui impegno intellettuale andrebbe collocato nel suo giusto contesto. Primo fra tutti, Marsilio Ficino era sacerdote e medico. Dunque al centro della sua speculazione filosofica c’è un’indagine scientifica, la riscoperta delle influenze del Cosmo sul corpo, piano di ragionamento che poco si concilia, in effetti, con la teologia medievale protesa a realizzare una conoscenza Scolastica a scopo educativo. 






Influence of the Universe, the Macrocosm, on Man, the Microcosm, 1678. From Mundus Subterraneus by Athanasius Kircher. (Amsterdam, 1678). 


Il ritorno della filosofia naturale, del neoplatonismo, conferisce una rinnovata centralità dell’essere umano nel mondo e al contempo pone al centro di esso, la vita e la musica dell’anima. Il Rinascimento prende avvio anche da questo e inevitabilmente contrasta con una Chiesa molto più dogmatica, basata sul piano teorico, sul Verbo scritto dei Testamenti e poggia la sua espressione rituale nel proprio calendario liturgico.




Platone indica il mondo delle idee. Dettaglio La Scuola di Atene


I due piani della conoscenza, quello religioso cristiano e quello magico “corporeo” non arrivano ad un dialogo poiché presuppongono due sistemi diversi. Nel primo, l’essere umano è periferico e diventa centrale se vuole avvicinarsi a Dio; il secondo, l’essere umano è già centrale e può con un colpo di “follia” conoscere se stesso, che pure riguarda la conoscenza di Dio, attraverso la realtà dello Spirito e dell’Anima. E quindi, solo da questo preambolo, esiste un’evidente difficoltà di dialogo tra i due piani, quello Divino descritto dalla Chiesa, e quello Naturale descritto da Ficino. Tanto più che facoltà dell’uomo diventa, adesso, l’immaginazione e la fantasia personale, altro colpo inferto alla tradizione teologica.


Il pericolo che la stoppia prenda fuoco è sempre più reale e ha già trovato conferma nella condanna al rogo nel 1498 del domenicano Girolamo Savonarola perché eretico, scismatico, per aver predicato cose nuove; e nel febbraio del 1600 con la condanna al rogo del domenicano Giordano Bruno, troverà un ulteriore compimento. In questo tempo, più di un secolo, ci passa l’opera intellettuale di Marsilio Ficino.

(continua…3)

domenica 22 gennaio 2012

Marsilio Ficino (1)





«Tutti i libri e gli scritti di geomanzia, idromanzia, aeromanzia, piromanzia, oniromanzia, chiromanzia, negromanzia, o nei quali siano contenuti sortilegi, istruzioni per fabbricare filtri magici, predizioni, auspici, scongiuri, arti magiche vengono assolutamente condannati. I vescovi devono inoltre prestare grande attenzione che non siano ne letti ne posseduti libri, trattati o cataloghi di astrologia giudiziaria, che osano affermare l’accedere certi di eventi futuri o situazioni casuali o azioni che dipendono da volontà umana. Sono invece permesse le classificazioni e le osservazioni naturali scritte a vantaggio della nautica, dell’agricoltura o della medicina ».






Con una risoluzione del 4 dicembre 1563, il Concilio di Trento mise all’Indice tutti i libri che avessero a che fare con magia, divinazione e inevitabilmente anche con l’astrologia. Si tratta di una condotta di base che costituisce il perno giuridico del Dogma Cattolico fino al Concilio Vaticano II (1962 – 1965) confermando, almeno teoricamente, la teologia morale a cui fare riferimento.
Certo che la storia, fatta di imperfezioni e di umanismo, finisce, da parte sua, per raccontarci un’altra versione, assai distante da quanto affermato dall’intento giuridico, prima e dopo il Concilio di Trento. Paolo II (Pietro Barbo) nel discorso della sua elezione affermò la validità delle predizioni astrologiche; Sisto IV (Francesco delle Rovere) faceva calcolare le date più favorevoli per le decisioni politiche. Leone X (Giovanni de Lorenzo de Medici) permise al famoso astrologo Agostino Nifo, rango per altro riconosciuto nella storia delle corti europee, di usare il blasone dei Medici e nel 1520 istituì alla Sapienza di Roma, Università Pontificia una cattedra di astrologia. Paolo III (Alessandro Farnese) nominò Luca Gaurico, astrologo e letterato, dopo che questi gli ebbe predetto la carica papale . E questo filo rosso continua anche dopo la Controriforma. Urbano VIII (Maffeo Barberini) troverà consiglio astrologico per la sua incolumintà fisica, dall'internato Tommaso Campanella.



Cosmografia della Terra, geocentrica, dove sono rappresentati i quattro elementi, i sette pianeti (le sfere della personalità) i segni dello zodiaco e le fasi della luna.
The Catalan Atlas, Spain, Majorca 14th century.



Piazza San Pietro. L'obelisco è uno gnomone per il computo del tempo orario.
La raggiera a otto bracci è la riproduzione dell'eclittica zodiacale con l'illustrazione 
dei segni zodiacali indicati dalle medaglie poste sopra i sanpietrini, con un riferimento importante 
lungo l'asse del Cancro e del Capricorno ovvero lungo l'asse dei Solstizi.




Non si tratta di studiare il concetto di superstizione e ne quello di tradizione, per altro argomento teologico assai complesso. E ne vorrei tentare di allargare il raggio di indagine sulla corruzione dei costumi del Clero, che non a caso troverà da lì a poco il problema del Protestantesimo di Lutero e Calvino. L’argomento, invece, riguarda un credo molto più sottile, oserei dire “eterico” che percorre la storia tutta dell’umanità e penetra la storia del potere, dell’arte e naturalmente della filosofia. Ma perché la conoscenza, proprio attraverso la filosofia e l’arte si avvicina a questo argomento oggi divenuto ricettacolo di riviste di gossip? Non spetta a questo articolo la vexata quaestio, come nemmeno vorrei trattare lo stato mercificato e davvero mediocre della presunta astrologia da giornale, quanto invece tentare l’indagine di antica attrazione proibita. Quella tra Cosmo e Conoscenza, tra Dio e Uomo. Dunque un filo rosso che tiene tutto questo esiste e forse non è un caso che l’autorità ecclesiastica abbia preso di mira anche questo versante della cultura e della conoscenza.

In effetti, la Chiesa non afferma la falsità dell’astrologia quanto invece la colloca tra i strumenti di seduzione del diavolo. A tal punto che lo stesso Nuovo Testamento trova innumerevoli passi contro la pratica degli astri:

“Io vado a prepararvi un luogo ... tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io siate anche voi; e del dove io vado sapete anche la via ... chi crede in me farà anch'egli le opere che faccio io ... e quello che chiederete nel mio nome, lo farò quando sia venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in tutta la verità ... vi annuncerà le cose a venire. Egli mi glorificherà ... Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell'età presente”. (Giovanni 14:2-4,12-13;16:13-14; Matteo 28:20).
Dunque, la stessa venuta di Cristo costituisce la liberazione fisica e spirituale dell’uomo che cosciente, adesso, può confidare nell’avvento della Verità.

“Si alzino dunque quelli che misurano il cielo, che osservano le stelle, che fanno pronostici ad ogni novilunio, e ti salvino dalle cose che ti piomberanno addosso! Ecco, essi sono come stoppia ... non salveranno la loro vita dalla violenza della fiamma”. (Isaia 47:13-14).
I testi sacri e la stessa Chiesa avvertono: non diventate stoppia. Poiché affidarsi agli oroscopi è come distaccarsi dalla parola di Dio (la Bibbia) per ascoltare "il padre della menzogna" (Giovanni 8:44).o affidarsi alle "forze spirituali della malvagità" (Efesini 6:12).

Come a dire che la vera Luce non è quella ricevuta dagli astri ma è quella interiore portata dall’avvento del Cristo. Punto di vista assai condivisibile, anche da un punto di vista psicologico, che leggittima l'azione e il libero arbitrio dell'essere umano e del suo rapporto con il Cosmo e la Natura. Ma appunto bisogna interpretarne i termini, scevri dalle ideologie secolari e moderne.


(Continua…)